Giornata mondiale del cacao: il 90% della produzione è concentrato in nove Paesi, ma milioni di coltivatori restano poveri
In occasione della Giornata mondiale del cacao, Fairtrade Italia richiama l’attenzione sulle profonde disuguaglianze che caratterizzano una delle filiere agroalimentari più importanti al mondo. Nonostante il cacao abbia raggiunto quotazioni record sui mercati internazionali, milioni di piccoli produttori continuano a vivere in condizioni di povertà, senza beneficiare realmente dell’aumento dei prezzi.
Secondo l’organizzazione, il settore sta attraversando una fase di profonda trasformazione che mette in evidenza gli squilibri strutturali del commercio globale e la necessità di rendere la filiera più equa e sostenibile.
Prezzi record, ma i coltivatori restano poveri
Nel gennaio 2025 il prezzo del cacao ha raggiunto il massimo storico di 10,75 dollari al chilogrammo, spinto dalla riduzione dell’offerta mondiale e dagli effetti del cambiamento climatico.
Tuttavia, la ricchezza generata lungo la catena del valore continua a concentrarsi soprattutto nelle fasi della trasformazione industriale e della distribuzione, mentre circa 5-6 milioni di piccoli agricoltori, che producono quasi il 90% del cacao mondiale, operano ancora spesso al di sotto della soglia di povertà.

Una situazione che alimenta fenomeni come la deforestazione e lo sfruttamento del lavoro minorile. Solo nell’Africa occidentale, infatti, il lavoro infantile coinvolge ancora circa 1,5 milioni di bambini.
Il 90% della produzione mondiale in appena nove Paesi
Il cacao viene coltivato in circa 70 Paesi della fascia tropicale, ma la produzione mondiale è fortemente concentrata.
Oltre il 90% del raccolto globale proviene infatti da appena nove nazioni, con Costa d’Avorio e Ghana che, da sole, rappresentano circa il 60% dell’offerta mondiale.
Questa forte concentrazione rende l’intero mercato internazionale particolarmente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico. Siccità, piogge estreme e malattie delle coltivazioni, come il cosiddetto black pod, possono infatti provocare rapide riduzioni della produzione, con conseguenze immediate sui prezzi internazionali.
A pesare sono anche l’invecchiamento delle piantagioni e il costante aumento dei costi di produzione.

Cresce il ruolo dell’America Latina
Accanto ai grandi produttori africani, si rafforza il peso di alcuni Paesi latinoamericani, sempre più apprezzati per produzioni di qualità e modelli agricoli sostenibili.
In particolare Ecuador, Perù e Repubblica Dominicana stanno consolidando la propria presenza sul mercato internazionale grazie alla diffusione di produzioni certificate, sistemi agroforestali e pratiche agricole orientate alla tutela della biodiversità e alla resilienza climatica.
Una crescita che interessa anche il mercato europeo e italiano, sempre più attento alla tracciabilità e alla sostenibilità delle materie prime.
Il ruolo di Fairtrade Italia
Dal 1994 Fairtrade Italia promuove nel nostro Paese il sistema internazionale di certificazione Fairtrade, con l’obiettivo di rendere le filiere più trasparenti e garantire condizioni economiche più eque ai produttori.
Tra gli strumenti principali figurano il Prezzo Minimo Fairtrade, che tutela i coltivatori dalle oscillazioni dei mercati internazionali, e il Premio Fairtrade, una somma aggiuntiva destinata direttamente alle cooperative agricole per finanziare scuole, strutture sanitarie, infrastrutture e progetti di sviluppo locale.
L’obiettivo è riequilibrare i rapporti tra produttori e mercato, favorendo una filiera del cacao più sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale, in un momento in cui la domanda mondiale continua a crescere e il cambiamento climatico rappresenta una delle principali sfide per il futuro del settore.





























