Venezuela, l’Italia in prima linea dopo il terremoto: medici, Protezione Civile e 8 milioni di euro per gli aiuti umanitari
L’Italia ha risposto con rapidità e concretezza all’emergenza umanitaria provocata dal duplice terremoto che il 24 giugno scorso ha colpito il Venezuela, causando gravi danni alle infrastrutture e rendendo inagibile lo storico Ospedale San José di Maiquetía, nello Stato di La Guaira.
Attraverso il Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea, il Governo italiano ha inviato tre voli militari carichi di aiuti umanitari, il primo decollato appena due giorni dopo il sisma, oltre a un contingente composto da oltre cento tra medici, chirurghi, infermieri, tecnici, vigili del fuoco e operatori della Protezione Civile provenienti da cinque regioni italiane.
L’intervento ha consentito di realizzare un presidio sanitario temporaneo davanti all’ospedale danneggiato, dove ogni giorno vengono assistite centinaia di persone. Nei giorni scorsi la struttura è stata ufficialmente consegnata alla Croce Rossa Venezuelana, affinché possa continuare a garantire assistenza sanitaria alle comunità colpite.
La cerimonia di consegna a Maiquetía
La cerimonia ufficiale si è svolta a Maiquetía alla presenza dell’ambasciatore d’Italia in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, del viceministro degli Affari Esteri venezuelano Oliver Blanco, del presidente della Croce Rossa Venezuelana Luis Manuel Farías, del responsabile dell’équipe medica italiana Alessandro Borgese, di suor Iraida Mora Sánchez, direttrice dell’Ospedale San José, e di numerose autorità civili e sanitarie.
Nel suo intervento, l’ambasciatore De Vito ha sottolineato il significato dell’iniziativa italiana.
«Siamo qui con le squadre di medici e della Protezione Civile italiana che stanno aiutando la popolazione venezuelana dopo due eventi catastrofici. Credo che la cosa più importante sia la solidarietà umana e aiutare il popolo fratello venezuelano a risollevarsi».
Otto milioni di euro per sostenere il Venezuela
L’impegno dell’Italia non si limita all’assistenza immediata.
Il Governo italiano ha infatti stanziato complessivamente 8 milioni di euro: 3 milioni destinati alla prima fase dell’emergenza e altri 5 milioni per programmi di assistenza umanitaria, realizzati attraverso la Croce Rossa, il Programma Alimentare Mondiale e altre organizzazioni internazionali già operative nel Paese.
Il verbale di donazione del presidio sanitario è stato firmato dall’ambasciatore De Vito e dal presidente della Croce Rossa Venezuelana Luis Manuel Farías, sancendo il passaggio delle strutture e delle attrezzature alle organizzazioni locali, che continueranno l’attività assistenziale anche grazie all’arrivo di una nuova delegazione medica italiana.
Oltre cento operatori italiani sul campo
A coordinare il lavoro sanitario è Alessandro Borgese, responsabile della missione medica italiana.
«Abbiamo allestito diversi moduli di assistenza fuori dall’Ospedale San José e i medici italiani hanno lavorato ogni giorno prestando assistenza a oltre cento persone. Doneremo 34 tende e tutte le stazioni sanitarie dispiegate alla Croce Rossa Venezuelana affinché possa proseguire il lavoro iniziato in queste settimane».
Un intervento fondamentale, considerando che l’Ospedale San José rappresenta da 138 anni uno dei principali punti di riferimento sanitari della regione e che il terremoto ne ha compromesso seriamente la struttura.
Il grazie del Venezuela all’Italia
Il viceministro degli Affari Esteri venezuelano Oliver Blanco ha espresso la gratitudine del Governo e del popolo venezuelano per la tempestività dell’intervento italiano.
«Grazie al popolo italiano per la sua solidarietà. Già il 26 giugno erano presenti squadre di soccorso e medici italiani che hanno lavorato insieme ai soccorritori venezuelani e alle missioni provenienti da oltre trenta Paesi. Questa cooperazione rafforza ulteriormente i legami tra le nostre nazioni».
Anche il presidente della Croce Rossa Venezuelana, Luis Manuel Farías, ha evidenziato l’importanza della collaborazione con la Croce Rossa Italiana.
«La Croce Rossa Venezuelana, insieme alla Croce Rossa Italiana e a quella Spagnola, continuerà a seguire questa operazione affinché gli sforzi compiuti possano continuare a servire centinaia di venezuelani».
Il contributo della comunità italo-venezuelana
Accanto all’intervento istituzionale si è distinto anche quello della diaspora italiana.
Un volo dell’Aeronautica Militare, coordinato dal Governo italiano, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal sottosegretario Alfredo Mantovano, ha trasportato in Venezuela un gruppo di medici italo-venezuelani appartenenti all’associazione “Venezuela – La Piccola Venezia”.
I sanitari operano nei presìdi civili di Maiquetía e Caraballeda, dove vengono assistiti quotidianamente tra i 190 e i 210 pazienti.
Tra loro la dottoressa Luz Pisani, che ha raccontato l’emozione di tornare nella propria terra d’origine per aiutare la popolazione colpita dal terremoto.
«È un’emozione tornare, ma anche una tristezza molto profonda per il motivo per cui mi trovo qui. Alla fine prevale la gratitudine verso chi ha reso possibile tutto questo, perché poter servire il nostro popolo come medici è una sensazione indescrivibile».
Una cooperazione che rafforza i rapporti tra Italia e Venezuela
L’emergenza terremoto ha riportato al centro il valore della cooperazione internazionale tra Italia e Venezuela.
L’intervento italiano, infatti, non si è limitato alla risposta immediata all’emergenza, ma punta a garantire continuità all’assistenza sanitaria e a sostenere la ricostruzione del sistema ospedaliero locale.
Un impegno che si inserisce in un rapporto storico tra i due Paesi e che trova nella numerosa comunità italiana e italo-venezuelana un ponte naturale di solidarietà, capace di trasformare la vicinanza umana in un aiuto concreto nei momenti di maggiore difficoltà.



























