Renzi non abbia paura del ‘bau bau’ dei sindacati – di Leonardo Cecca

Continua da parte del Governo e dei sindacati la farsa sulla riforma del lavoro ed in particolare sull’art. 18 che in verità interessa solo una parte dei lavoratori. A spanne sembra di stare a vedere gente che vuol costruire una casa iniziando non dalle fondazioni, ma dal tetto. Ci si accapiglia su cose marginali per non affrontare il vero problema che non è riformare ma rendere il lavoro possibile e dare l’opportunità di investire con la prospettiva di trovare un minimo di tornaconto, che può e potrà servire per creare nuovi posti di lavoro.  

Sarebbe, a tavolino, alquanto  semplice, ma andando al sodo si scopre che, a proposito di costi, ad un’impresa un lavoratore costa mediamente il doppio del suo stipendio, l’energia elettrica per usi industriali in Italia costa il 10% in più rispetto alla Germania e ben 12 volte di più della Francia. Come mai questo divario? Semplice: la Germania produce il 17% di energia nucleare rispetto al totale di energia prodotta e la Francia ben il 78%; noi, pseudo ambientalisti, asini e sprovveduti, abbiamo chiuso le misere centrali nucleari che avevamo riducendoci a mendicare energia elettrica e pagandola a caro prezzo.

Se oltre a questi costi semplicemente demenziali ci mettiamo tutta la burocrazia, le tasse ed i sindacati, che poco pensano ai lavoratori e troppo alla loro visibilità, ne esce fuori un quadro desolante che può solo spingere gli imprenditori ad investire all’estero.

Quello che sorprende in questi giorni è che Renzi, che viene da una famiglia di imprenditori, si sia solo accorto adesso che i sindacati sono un freno, tanto da affermare: "hanno pensato solo all’ideologia e non alla gente". In Toscana direbbero: "Aè studiato gingillometria?".

Ebbene, se è convinto di quanto ha detto, e me lo auguro di cuore, non faccia subito un passo indietro al primo "bau bau" della triplice, ma inizi con il togliere tutti quegli obbrobriosi privilegi che sindacati e sindacalisti hanno.

Negli anni, i vari governi sempre per paura del bau bau e per vivere tranquilli nello sperpero, hanno mollato troppo la corda ed hanno così creato una casta seconda solo a quella della magistratura. Un tale, Berlusconi, imprenditore nato e non un quaquaraquà, mise in piedi una bella serie di cantieri di grandi opere, che burocrazia, stolti ambientalisti e politici da quattro soldi hanno fermato.

Monti, "grande statista" e voluto dall’altro "illustre statista" Napolitano, decise di non far più costruire il ponte sullo Stretto di Messina già appaltato, creando, pertanto, i presupposti per il pagamento di una colossale penale e niente posti di lavoro. Cosa fu, stoltezza o lungimiranza?

Ora Impregilo, società appaltatrice, è disposta a rinunciare all’incasso della penale di ben 900 milioni pur di fare il ponte che per l’80% sarà costruito con capitale privato. Governo, sinistra, sindacati e la banda di ambientalisti, che non dormono sonni tranquilli al pensiero che l’ombra del ponte sulle acque potrebbe disorientare i pesci, dimostreranno di avere un po’ si senno? Ne dubito, loro pensano solo agli interessi di bottega, a creare posti di lavoro non ci pensano neanche lontanamente, poichè usano tale parola solo per interessi personali e/o di bottega.