Renzi è un Grillo educato? – Leonardo Cecca

In questa oasi democratica che è il nostro paese mi sia concessa una provocazione, che non dovrebbe essere poi tanto malvagia, soprattutto per i vantaggi economici che presenta. Abbiamo un quadro politico da sinistra a destra, passando per i vari spifferi, che definire da voltastomaco è una lieve brezza marina; abbiamo cambiacasacca quasi tutti i giorni, un proliferare di gruppuscoli ogni tre per due ed anche i partiti più granitici sono ridotti ad un mucchio di sabbia.

All’approssimarsi delle elezioni, abbiamo un fiorire di iniziative di ogni genere, dagli 80 euro al reddito di cittadinanza, fregandosene vergognosamente delle pensioni da fame; sarebbe come dire: così muoiono prima e si risparmia.

Aggiungiamo l’eliminazione degli enti inutili e la riduzione degli sprechi: tutte promesse che durano fino al giorno dell’apertura dei seggi elettorali per poi essere accantonate per proseguire sempre sulla vecchia via del fregapoltrona, del fregapopolo e del teniamoci i privilegi.

Renzi, pur di non intaccare i tanti privilegi e le spese folli, ha detto la sua circa il pronunciamento della Consulta relativo agli adeguamenti pensionistici aboliti da quell’ingessato professore voluto a Palazzo Chigi, con manovre non chiare, da Napolitano; sostiene infatti, da mente illuminata, che la Consulta non ha detto che bisogna restituire per intero il maltolto, come se dichiarare incostituzionale una norma non significhi ripristinare ciò che essa ha tolto e/o prodotto. Non so se è questione di immoralità o di innata tendenza a fregare il popolo, ma di certo è un’affermazione indegna per un Capo di governo.

Ormai il premier, sia per i modi dittatoriali, sia per le panzane, è a livello di Grillo, con l’unica differenza che usa un linguaggio educato.

Orbene, in considerazione di quanto detto, proporrei, invece di una consultazione popolare, e al solo fine di non prendere per il fondoschiena gli elettori ed evitare inutili spese, di fare una bella tombola: al posto dei numeri metterei dei nomi da estrarre a sorte sia per scegliere i parlamentari, sia i ministri che il Capo dello Stato. Sarà un sistema primordiale, ma non per questo è da escludere che esso dia risultati meno negativi di quelli a cui assistiamo tutti i giorni. Ripeto è una provocazione, ma alla fine provarci non costa nulla, ci faremo delle risate a costo zero e, soprattutto, non saremo assillati da fasulli sedicenti salvatori della Patria.