Renzi dal Giappone, ‘G7 italiano nella Sicilia dell’accoglienza’ (VIDEO)

Matteo Renzi, al termine del G7 del Giappone, nel corso di una conferenza stampa prima di rientrare in Italia, spiega: “La grande questione degli obiettivi del millennio e del tema ‘un euro in cultura, un euro in sicurezza’ è il modello nuovo di fare politica che vogliamo affermare. L’Italia si accinge a presiedere il G7 con un’ampia gamma di impegni concreti e sogni arditi. Nel nostro G7 terremo insieme sogni e concretezza".

Il presidente del Consiglio continua: "L’investimento sulla cultura, sulla sicurezza, sui bambini sull’asilo, parte dalla faccia dei ragazzi della Marina militare che in queste ore si sono resi protagonisti di veri e propri miracoli, loro e i loro colleghi della Guardia Costiera, le donne e gli uomini che ci hanno mostrato il volto più bello dell’Italia". Fare il G7 italiano "in Sicilia non e’ un caso. E’ la Sicilia della Magna Grecia, del barocco, del teatro, ma e’ anche la Sicilia del volontariato, dell’accoglienza, della disponibilità a farsi carico degli altri in alcuni casi fino a un livello che sfiora l’eroismo. Questa e’ l’Italia e credo che quest’Italia accoglierà i leader del prossimo G7 con grande curiosità, con grande impegno e con grande dedizione".

Apprezzato anche in sede G7, sul "Migration Compact bisogna passare dalla fase della condivisione a quella della concretezza. Da qui al Consiglio Ue che si terrà tra un mese speriamo di vedere qualche segnale concreto da parte dell’Europa". I Paesi africani con cui lavorare "sono stati individuati, il primo può essere il Niger", e comunque "Paesi della fascia subsahariana" per "evitare di far passare i migranti per il deserto libico rischiando la vita per poi dover rischiare la vita di nuovo nel Mediterraneo. Noi continuiamo le nostre relazioni bilaterali, se lo facesse la Ue sarebbe meglio".

"Non siamo in una condizione di piena emergenza" nella gestione dei migranti. "L’Italia ha attraversato fasi molto piu’ difficili di questa. L’emergenza l’ha affrontata la Germania, che sei mesi fa ha ricevuto 1 milione e 100mila persone. Noi nell’anno peggiore, il 2014, abbiamo avuto 170mila persone. Parlare di emergenza mi sembra fuori scala".

La data del referendum confermativo sulle riforme costituzionali "dipende da alcuni passaggi tecnici", come ad esempio la "valutazione" che "deve esprimere la Corte di Cassazione". Il premier ribadisce, "noi abbiamo detto ottobre, credo sia possibile. Io scommetterei su ottobre, per noi si può tenere il prima possibile".

Rispondendo ad una domanda di politica interna: "Qui c’è un mondo che discute di un voto al photofinish in Austria, c’è una discussione aperta nella sinistra europea, c’è una discussione in America tra populismo e riforme, e tra sinistra più pragmatica e una più ideologica. In Italia c’è un governo di centrosinistra che fa le riforme" e questo "dibattito interno e autoreferenziale mi lascia perplesso". "Lo rispetto, ma qui si discute tra coraggio e paura, piazza e muro. Se a fronte di questo – insiste Renzi – la discussione interna al Pd deve essere l’elezione dei senatori mi sembra riduttivo".