Mentre a Montecitorio è in corso la votazione per eleggere il nuovo presidente della Repubblica, fra le forze politiche prosegue il dibattito che ruota intorno al nome di Franco Marini, candidato di PdL e Pd. Un nome, quello dell’ex presidente del Senato, che ha unito il Popolo della Libertà ma ha spaccato i Democratici. Lo evidenzia bene Daniele Capezzone, capo dei dipartimenti PdL: "La giornata politica si apre con tre dati: primo, mentre noi del Pdl siamo compatti, il Pd e’ dilaniato da una guerra per bande che questa notte si e’ fatta ancora piu’ cruenta. Secondo, e’ paradossale che chi nel Pd incarna il rinnovamento sta invece lavorando sottobanco per Prodi. Terzo, e’ surreale che qualcuno presenti Rodota’ come una persona nuova. E’ un uomo della vecchia politica".
Intanto le dichiarazioni dei politici si accavallano. Umberto bossi, presidente della Lega Nord, è convinto che Marini verrà eletto al primo scrutinio: il Carroccio, spiega il senatur, “ha votato compatta Marini. E’ un buon nome, uno che ci capisce qualcosa di economia. E’ uno che ha fatto politica in piazza e non dietro al computer. Non e’ un inciucio, e’ un voto della politica contro l’antipolitica”.
I più contrari al nome di Marini sono i parlamentari che fanno riferimento a Matteo Renzi, sindaco di Firenze. Ma secondo Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, il rapporto con Renzi si potrà recuperare se al centro della discussione verrà messo il Paese: “Credo che si possa recuperare il rapporto con Renzi se tutti mettiamo al centro l’interesse del paese e mi pare che non tutti ce l’abbiamo, qualcuno ha interessi personali”. Quanto a Rodotà, nome proposto per il Colle dal Movimento 5 Stelle, Fassina ha detto: “Viviamo in un circuito mediatico che non so fin quanto rappresenti il Paese nella sua interezza: ci sono milioni di persone che non conoscono Rodota’ che io comunque stimo, neanche i miei genitori lo conoscono”.
La candidatura di Marini comunque spacca i parlamentari Pd. Roberto Giacchetti, per esempio, ritiene che Marini non solo "non esprime un largo consenso, ma anzi divide il mio partito". La stessa opinione di Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, che spiega: quella di Franco Marini "non mi sembra una proposta in grado di tenere insieme tutte le forze politiche: ha determinato una spaccatura del Pd e, se si esclude Berlusconi, le altre forze rappresentate in Parlamento stanno dicendo che non sono d’accordo".
Roberto Fico, deputato M5S, se Marini non dovesse passare alla prima chiama, invita i giovani del Pd e Sel a manifestare con loro davanti Montecitorio e a proporre Rodotà. “Sel deve lottare, non dovrebbe limitarsi a dire: ‘noi votiamo Rodota’. Deve farsi sentire, deve tentarle tutte”, afferma il grillino, che continua: “Stamani sono andato da alcuni di loro e gliel’ho detto forte e chiaro: ‘vi rendete conto di quel che state facendo?’ Sarebbe una catastrofe per il nostro Paese", sentenzia.
Roberta Lombardi, capogruppo 5stelle alla Camera: “L’elezione di Franco Marini al Colle potrebbe essere il preludio ad un governissimo? Il sospetto viene…".
Si fa sentire anche il leader di Azione Civile, Antonio Ingroia: "Voterei Rodotà. Marini nome degno ma frutto inciucio Pd-Pdl. Di fatto segna successo Berlusconi. Sua elezione sarebbe trionfo antipolitica".
Gianni Alemanno, sindaco di Roma, in merito alla possibilia’ che sia Franco Marini la persona eletta a presidente della Repubblica, commenta: “Credo che quella trovata sia una soluzione giusta e dignitosa: ho conosciuto Marini ed e’ una persona molto seria, con grande senso delle istituzioni e spirito popolare. Se questa e’ la scelta unitaria del Parlamento credo debba essere rispettata e deve aprire una nuova fase con una personalita’ che e’ perfettamente in grado di coprire una carica cosi’ importante”.
































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