Porcellum bocciato, costituzionalista Ceccanti a ItaliaChiamaItalia: ‘ora il problema è politico’

Roma – “E’ possibile estendere alla Camera la legge Mattarellum che, per il Senato, prevedeva collegi uninominali. Ma solo se c’è l’accordo politico”. È questa una via di fuga possibile, al momento, dal “disastroso ritorno indietro nel tempo deciso dalla Consulta” secondo il costituzionalista Stefani Ceccanti, senatore del Pd nella scorsa legislatura.

Tra i coautori del progetto di riforma elettorale detta Vassallo-Ceccanti e, in seguito, relatore insieme al collega del Pdl Lucio Malan della riforma della legge elettorale europea con l’introduzione dello sbarramento al 4 per cento, il costituzionalista spiega a ItaliaChiamaItalia come cambiano le cose, dopo la bocciatura espressa dalla consulta verso il cosiddetto Porcellum. Il Parlamento è delegittimato? A quanto pare, no.

La Consulta ha definito incostituzionale quella stessa legge con la quale abbiamo votato e alla quale dobbiamo l’attuale Parlamento italiano. Tutti a casa?

“No, la sentenza non delegittima il Parlamento perché incide temporalmente solo da qui in avanti. Questo concetto è chiaramente spiegato nel comunicato della stessa sentenza che, inoltre, indica come il Parlamento sia libero di studiare altre forme e soluzioni. Dal punto di vista giuridico la questione non si pone, il problema è politico”.

Che cosa intende quando parla di “problema politico”?

“Intendo dire che, se alcune forze politiche intendono utilizzare questo argomento come motivo di tensione, è ovvio che lo scontro diventa ulteriore. Credo, però, che il Parlamento dovrebbe prendersi il giusto tempo per fare una legge elettorale diversa da quella attuale”.

Lei ha dichiarato: “Alcuni non hanno ancora capito che la legge come è uscita dalla sentenza è immediatamente applicabile”. Quindi, se si andasse a votare ora, senza una riforma, si voterebbe con le preferenze?

“Credo di aver capito che, anche sulle preferenze, la legge sia immediatamente applicabile. A questo punto dovremmo pensare a una soluzione molto semplice: noi avevamo la legge Mattarellum che, per il Senato, prevedeva collegi uninominali. Quello stesso meccanismo potrebbe essere esteso alla Camera, se ci fosse l’accordo politico. In questo modo, invece che riportare le lancette al disastroso sistema del ’92, così come ha fatto la Consulta, le riporteremmo al ’93, ossia alla legge Mattarellum, sia al Senato che alla Camera”.

Calderoli, padre del Porcellum, ha commentato: "Se quello che hanno detto vale per tutti, sono illegittimi al 90 per cento i Consigli delle Regioni che sono eletti col premio di maggioranza e il listino bloccato". Ha ragione?

“Obiettivamente, il problema delle regioni dove ci sono listini bloccati si pone. Sono sistemi analoghi, personalmente mi sarei aspettato che la Corte rimettesse in gioco la legge Mattarella. Credo che sarebbe stato più logico. Invece, in questo modo, la sua decisione pesa sul Senato perché inserisce il sistema proporzionale con le preferenze in un sistema dove le preferenze non c’erano nemmeno prima”.

A proposito del Mattarellum, dopo aver dichiarato “siamo tutti illegittimi” ed essersi scontrati per l’ennesima volta con la presidente Boldrini, i grillini hanno proposto sospendere l’ordine dei lavori della Camera per ridiscutere proprio questa legge. È d’accordo?

“Apprezzo il fatto che siano disponibili a un dibattito sulla legge Mattarellum ma, come passo preliminare, va fatto un accordo politico. Prima di tutto, è necessario avere una maggioranza disponibile ad approvare un eventuale provvedimento”.

Allo stato attuale, non esiste questa maggioranza?

“Non so se c’è una maggioranza disponibile, non mi soffermerei sul luogo dal quale si parte, ma sull’avere o meno i voti. Possiamo anche iniziare a discuterne dal Senato, non importa. L’importante, ripeto, è avere i voti”.