Mario Monti lancia l’allarme: se vinceranno i partiti tradizionali le cose per l’Italia potrebbero ‘mettersi male’. Il suo bersaglio continua ad essere Silvio Berlusconi e la promessa di restituire l’Imu, che il professore non esita a definire un tentativo di corruzione, di voto di scambio e persino di usura. Ma il premier avverte anche sugli effetti che simili proposte potrebbero avere sui mercati. Parole durissime che vengono pronunciate proprio il giorno in cui lo spread rialza la testa. E che rappresentano un monito a tutte le forze politiche visto che gli investitori, avverte il premier, guarderanno con attenzione alle elezioni italiane.
L’attacco al Cavaliere arriva di buon mattino: ‘Se vogliamo e’ un voto di scambio, ma anche un tentativo simpatico di corruzione: io ti compro il voto con dei soldi’ che pero’ sono degli italiani, scandisce ai microfoni di Rtl 102,5. Monti paragona l’idea di restituire l’imposta sulla prima casa alle promesse di Achille Lauro, armatore ed ex sindaco di Napoli, che in cambio di consensi elargiva pacchi di pasta e scarpe. Dice di trovare ‘orrendo’ il ‘dileggio’ in politica, ma con il leader del Pdl va giu’ duro: non perche’ glielo suggerisca il ‘guru’ di Obama, precisa, ma perche’ si ‘innervosisce’ a sentire il Cavaliere prendere a ‘schiaffi i sacrifici degli italiani’.
C’e’ di piu’: ‘Se si votasse domani e la comunita’ finanziaria valutasse il programma di Berlusconi qualche increspatura nei tassi di interesse potrebbe esserci’. Frase profetica: poche ore dopo lo spread torna sopra 280 punti per la prima dall’8 gennaio scorso. Dalla radio il leader di Scelta Civica approda negli studi de La7. Per poco non si incrocia con Berlusconi, anche lui ospite dell’emittente. Ed e’ un bene perche’ nel salotto di ‘Coffee Break’ il professore lancia l’ennesimo affondo contro il suo predecessore: all’accusa di corruzione e voto di scambio aggiunge quella di ‘usura’ perche’ offre agli elettori del denaro che fra un po’ di tempo chiedera’ indietro con gli interessi. Sottolinea le differenze con la sua di proposta per abbassare l’Imu, che si basa su un aumento graduale delle detrazioni per figli a carico e anziani, ma soprattutto su un parallelo taglio della spesa corrente. E in serata, al Tg1, rincara ulteriormente la dose: l’idea di Berlusconi rischia di ‘rifar precipitare’ l’Italia ‘nella situazione in cui io l’ho trovata’. Di Bersani non dice nulla. Anzi, si tiene alla larga da qualsiasi polemica: rimarca di aver gia’ escluso qualsiasi responsabilita’ del leader Pd nella vicenda Mps, ma senza grande eco sui media. Segno che, sottolinea, qualcuno ha ‘interesse a tenere vivi i contrasti’ fra lui e il segretario. Ma in un paio di passaggi, seppure in modo vago, si leggono avvertimenti anche ai democrat: come quando sottolinea come il veto di Vendola alla presenza dei centristi nel governo ponga ‘un problema piu’ a Bersani’ che a lui visto che dopo il voto dovremo ‘dialogare’. Come a dire: senza di noi, non puoi governare. O quando ammonisce sul fatto che ‘chiunque vinca’ un qualche ‘effetto, positivo o negativo’, sull’economia italiana ci sara’. Cita esplicitamente Berlusconi, ma e’ un monito che vale per tutti. Perche’, conclude, se gli elettori sceglieranno i partiti che ‘sono su piazza da vent’anni’ e che ‘hanno combinato un bel disastro’ beh le cose ‘non si metteranno tanto bene’.






























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