Per gli italiani in Argentina pensioni in euro, ‘merito di Macri e del MAIE’

Le pensioni INPS pagate a beneficiari residenti in Argentina, non sarano più “pesificate”, come avveniva da quasi quattro anni. Secondo la Risoluzione 5850 del Banco Centrale della Repubblica Argentina dello scorso 17 dicembre, tutti i pagamenti in monete estere che non abbiano liquidazione nel mercato cambiario nazionale (come le pensioni italiane) saranno accreditati sui conti correnti nella valuta d’origine. Il provvedimento sarà operativo concretamente dal mese di gennaio, perché gli importi delle pensioni del mese di dicembre, compresa la tredicesima, sono stati trasformati in pesos al cambio ufficiale attorno ai dieci pesos, il primo giorno di dicembre dalla precedente amministrazione, cioè il governo di Cristina Kirchner.

Dal mese di gennaio invece, il Citibank responsabile del pagamento delle pensioni INPS all’estero e il Banco Itaú col quale c’è il contratto per il pagamento dei benefici previdenziali per circa 33mila pensionati italiani residenti in Argentina, dovrebbero adempiere alle nuove normative, disponendo l’accreditamento nei conti in euro aperti a suo tempo a nome di ogni pensionato e quindi consegnare allo sportello, a richiesta dei pensionati, anche l’intero importo in euro delle pensioni italiane, in contanti in banconote.

Si tratta in definitiva di una conseguenza delle prime misure prese dal nuovo governo argentino, presieduto da Mauricio Macri che, adempiendo a quanto annunciato in campagna elettorale, ha tolto le misure che bloccavano il mercato dei cambi, decise dal sua predecessore, il cosiddetto “cepo”.

La questione ha avuto ripercussioni polemiche anche all’interno della nostra comunità, visto che mentre il MAIE ha festeggiato la decisione del governo argentino, considerandola anche merito degli accordi strategici raggiunti tra l’on. Merlo e i rappresentanti di “Cambiemos”, settori contrari al MAIE maggiormente legati all’Usei e rese note sulle reti sociali, e anche i patronati confederali riuniti nel CePa, hanno accusato il MAIE di attribuirsi un merito non suo.

A chiarire le cose il coordinatore del MAIE di Buenos Aires, Dario Signorini, che in una intervista che pubblichiamo in questa stessa pagina ribadisce che la decisione del governo argentino pur se in linea con quanto annunciato in campagna elettorale, fa parte degli accordi strategici raggiunti sei mesi prima delle elezioni, con il partito fondato dall’on. Merlo.

L’INTERVISTA A SIGNORINI “Il primo punto dell’accordo raggiunto dal MAIE con Cambiemos, sette mesi fa, riguardava il pagamento in euro delle pensioni INPS ai beneficiari residenti in Argentina. Personalmente sono stato testimone di tale accordo, raggiunto nella sede di Cambiemos, presenti gli on.li Merlo e Borghese, il sen. Zin e l’attuale deputato al Parlasur Daniel Ramundo, oltre ai coordinatori del MAIE in tutta l’Argentina”. Sono le prime parole dell’intervista di Dario Signorini, coordinatore del MAIE a Buenos Aires, a TRIBUNA ITALIANA, nella quale spiega perché è giusto considerare la decisione di Mauricio Macri di cancellare il “cepo”, che colpiva anche le  pensioni italiane, un merito anche del MAIE.

L’avv. Signorini ricorda che l’accordo raggiunto con la coalizione che portò Macri alla presidenza, prevede oltre alla questione delle pensioni INPS, altre iniziative, come un sistema di borse di studio per favorire l’insegnamento dell’italiano e di altre lingue europee nel sistema scolastico e universitario argentino (ma che sarà riproposto anche in sede Parlasur), la assegnazione di un posto per un candidato del MAIE nelle liste di Cambiemos al Parlasur, tema di interesse strategico per il Movimento.

Signorini sottolinea le prese di posizioni all’interno della nostra comunità sulla questione del pagamento in pesos a un cambio sfavorevole per i pensionati, da quando furono stabilite le restrizioni all’accesso alla valuta estera da parte del governo di Cristina Kirchner. “Gli esponenti del Pd, dicevano che le misure prese dal governo di Cristina erano legittime, perché prese nel quadro delle attribuzioni del governo e che nessun reclamo avrebbe avuto  seguito. Un’altra posizione promuoveva la presentazione di azioni cautelari (amparos) davanti ai giudici, generando un affare buono per gli avvocati, ma senza conseguenze positive per i pensionati, che continuarono a riscuotere in pesos al cambio deciso dal governo”.

“Il MAIE invece, dal primo momento ha sostenuto che la soluzione doveva arrivare da un accordo politico e di conseguenza, in quel momento, iniziarono una serie di contatti con esponenti del governo di Cristina: il ministro del lavoro, Tomada; il vicepresidente, Boudou; l’allora presidente della Banca Centrale, Fábrega. Tutti sostennero che non poteva cambiare i provvedimenti che hanno provocato un danno irreparabile ai nostri pensionati, preso su iniziativa Mercedes Marcó del Pont, predecessore di Fabrega alla Banca Centrale.”

Signorini, che è anche presidente del Comites di Buenos Aires e di Fediba, sottolinea che non appena si sono insediate le nuove autorità della Banca Centrale, dopo l’assunzione di Macri alla Presidenza della Nazione, è stata emanata la circolare A5850 del 17/12/15, che mette fine al “cepo” e quindi alle restrizioni all’accesso al mercato valutario. In questo modo diventa chiaro che Merlo ha visto giusto quando ha sostenuto che la questione si sarebbe risolta come frutto di un accordo politico. Infatti, l’accordo raggiunto con Macri, ha come risultato che dopo quattro anni di quell’ingiusta decisione, la questione si sia risolta e i nostri pensionati possano riscuotere in euro, valuta che d’altra parte viene pagata ogni mese dall’Italia. Naturalmente adesso ci occuperemo di controllare che l’ente che paga le pensioni italiane effettivamente paghi in euro e siamo aperti a tutti i pensionati che vogliano denunciare qualsiasi anomalia nel pagamento”.

Signorini torna poi a ribadire come Merlo ha visto giusto sulla via per risolvere il problema nel pagamento delle pensioni e sottolinea anche la visione strategica dell’accordo con Cambiemos, che ha consentito l’elezione di un deputato sorto dalle file del MAIE, nel parlamento del Mercosur, con lo scopo di difendere gli italiani e le comunità di origine italiana residenti nei paesi della regione. Su quanti hanno criticato l’euforia del MAIE sulla decisione del governo argentino, Signorini dice che le critiche arrivano “da gente che abitualmente si dedica a dire agli altri ciò che dovrebbero fare, ma che loro non fanno mai”. “Io invece, voglio sottolineare la coerenza del MAIE e del suo presidente, anche perché ho partecipato a quelle conversazioni iniziali e poi ho verificato che veniva rispettato l’impegno assunto e la prima conseguenza è una soluzione per i 33mila pensionati italiani in Argentina”.

Signorini poi mette in evidenza anche il fatto che la decisione di fare un accordo strategico con Cambiemos “è stata presa e portata avanti sette mesi fa, quando l’elezione di Macri alla presidenza era ritenuta assai improbabile, perché il candidato del governo veniva dato come chiaro vincitore. Invece le cose sono andate diversamente e per fortuna abbiamo potuto contribuire a questo successo. Ora – conclude – speriamo di continuare a occuparci delle altre questioni che sono inserite nell’accordo e a ottenere altri risultati in beneficio della nostra comunità”