Silvio Berlusconi rivuole Palazzo Chigi. Sembrava che fosse un pio desiderio del suo popolo adorante, ma evidentemente la caduta libera di un Bersani inginocchiato all’altare dei grillini ha avuto anche l’effetto di convincere il Cavaliere a uscire allo scoperto. E così alla manifestazione di sabato del Popolo della Libertà a Bari il leader del centrodestra l’ha detto senza tanti fronzoli: “se si rivota, sarò io il candidato premier”. Con buona pace di Angelino Alfano, che a questo punto oltre al ruolo che ricopre attualmente, quello di segretario nazionale del partito, difficilmente andrà più lontano. Almeno fino a quando in campo ci sarà lui, l’uomo di Arcore, ancora amatissimo da molti di coloro che si riconoscono nel centrodestra, ancora capace di catalizzare su di sé milioni di consensi, ancora in grado di moltiplicare i voti, di recuperare nei sondaggi in maniera strabiliante.
Berlusconi durante la sua ultima campagna elettorale ha fatto i salti mortali per ridare al PdL quella forza e quel vigore che gli avevano tolto le “cene” di Arcore, lo sputtanamento internazionale e i processi in tribunale. Cosciente di questo, della sua forza e del suo carisma, Silvio si prepara alla battaglia che lo vedrà impegnato quando sarà arrivato il momento di tornare al voto: c’è chi è pronto a scommettere che gli italiani dovranno recarsi alle urne già a luglio, altri pensano a ottobre-novembre, altri ancora sono convinti che alla fine si riuscirà a formare un governo che durerà almeno uno o due anni. Comunque stiano le cose, il Cav non molla e anzi ha già cominciato il percorso di quella che ha definito “una campagna elettorale permanente”.
Silvio, piaccia o non piaccia, è ancora il numero uno per ciò che riguarda la sua area politica. Nessuno è come lui, inarrivabile. E’ riuscito a sconfiggere persino il suo avversario più forte. No, non stiamo pensando a Bersani, figuratevi. Quello ormai sa parlare solo a colpi di metafore… Ci riferiamo a Silvio Berlusconi. Già, proprio così: perchè negli ultimi anni è sempre stato Silvio il più temuto avversario di Silvio. Il Berlusconi di oggi, quello delle grandi piazze gremite, quello in grado di riunire l’esercito azzurro, quello che promette abolizione dell’Imu e meno tasse, ha battuto il Berlusconi dei “festini”, di Ruby e Noemi, di Lavitola e Tarantini. C’è ancora un ostacolo, tuttavia, da superare: si chiama Sergio De Gregorio, l’ex senatore PdL che accusa il Cav di averlo corrotto a suon di milioni di euro. Ma qualcosa ci dice che mister B se la caverà anche questa volta. Palazzo Chigi è lì, non si muove e sembra aspettare proprio lui. Renzi permettendo.
Twitter @rickyfilosa
































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