Pier Luigi Bersani ce la sta mettendo tutta per riuscire in qualche modo a formare un governo. Si propone come guida del Paese, visto che il Pd ha la maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato. Dunque, Bersani punta legittimamente a Palazzo Chigi. E per convincere le altre forze politiche, ma soprattutto il Movimento 5 Stelle, mette sul piatto 8 punti, davanti ai quali spera che Beppe Grillo e i suoi possano in qualche modo cedere.
Il segretario del Pd, in Direzione, propone dunque “un governo di cambiamento”. Si tratta, dice, di “otto punti irrinunciabili per qualsiasi prospettiva di governo”, sono aperti al confronto e da domani saranno pubblicati online.
Ma vediamoli, in sintesi, uno per uno, questi punti. Si parte con quello che vuole l’Italia “fuori dalla gabbia dell’austerità”: si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica.
“Misure urgenti sul fronte sociale e lavoro”: diversi i punti toccati in questo capitolo da Bersani, fra cui pagamenti della P.A. alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a 360 gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d’impresa, allentamento del Patto di stabilita’ degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano di piccole opere a cominciare da scuole e strutture sanitarie. Soprattutto riduzione e redistribuzione dell’IMU secondo le proposte gia’ avanzate dal PD. Ma anche misure per la tracciabilita’ e la fedelta’ fiscale, blocco dei condoni e rivisitazione delle procedure di Equitalia.
Al terzo posto c’è la “riforma della politica e della vita pubblica”: dunque il tanto desiderato, dagli italiani, dimezzamento dei Parlamentari e anche la cancellazione delle Province. La revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci. Fanno parte di questo capitolo anche la legge sui Partiti con riferimento alla democrazia interna, ai codici etici, all’accesso alle candidature e al finanziamento. E naturalmente la legge elettorale con riproposizione della proposta PD sul doppio turno di collegio.
“Voltare pagina su giustizia e equità”: Legge sulla corruzione, sulla revisione della prescrizione, sul reato di autoriciclaggio. Norme sul falso in bilancio, sul voto di scambio e sul voto di scambio mafioso. Norme sulle frodi fiscali.
“Conflitti interesse, incandidabilità, ineleggibilità”. Le norme sui conflitti di interesse si propongono sulla falsariga del progetto approvato dalla Commissione Affari Costituzionali che fa riferimento alla proposta Elia-Onida-Cheli-Bassanini.
“Economia verde e sviluppo sostenibile”, con l’estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica. Con la rivisitazione e ottimizzazione del ciclo rifiuti (da costo a risorsa). E con una conferenza nazionale in autunno.
“Prime norme sui diritti”: norme su acquisto cittadinanza per chi nasce in Italia, norme su unioni civili per coppie gay.
“Istruzione e ricerca”: contrasto all’abbandono scolastico e potenziamento del diritto allo studio. Adeguamento e messa in sicurezza delle strutture scolastiche. Organico funzionale stabile, piano per esaurimento graduatorie dei precari della scuola e reclutamento dei ricercatori.
Con questi otto punti, che ne comprendono diversi altri, a seconda del capitolo a cui appartengono, Bersani punta a formare un governo capace di riformare ciò che ormai non funziona più; il leader del Pd vuole lavorare a tutti quei temi che hanno fatto e fanno discutere molto in questo periodo, a cominciare dalla legge elettorale e dalla diminuzione dei Parlamentari. Ce la farà? Beppe Grillo accetterà di fare nascere un governo che si proponga di lavorare per raggiungere questi obiettivi? La fiducia si dà in Parlamento. Il Movimento 5 Stelle si ostina a dire che non darà alcuna fiducia ai partiti. Ma i punti presentati da Bersani, almeno in gran parte, sono temi che non si può fare altro che condividere: molte di quelle cose proposte, sono quelle che chiedono gli italiani. Mandare tutto all’aria sarebbe davvero un peccato. E chi lo dovesse fare, se ne prenderà la responsabilità di fronte ai cittadini.
































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