Pd, Bersani a Renzi: voglio solo un vero partito di centrosinistra

"Se la proposta di Renzi è quella che ho capito io, per cui il popolo sceglie i senatori e i consiglieri regionali ratificano, allora sì, questo può essere il ritorno del metodo Mattarella". In una intervista a Repubblica il leader della minoranza dem Pierluigi Bersani, dà il via libera alla mediazione proposta dal premier. E aggiunge: "Diciamo che così facciamo una bella e importante riduzione del danno, perché aumentiamo l’importanza del ruolo di garanzia del Senato e ridiamo lo scettro della scelta dei senatori al popolo. Non è ancora proprio tutto a posto, ma abbiamo fatto un bel passo avanti. E non c’è più bisogno di Verdini".

Sul mancato voto della minoranza in direzione dice: "Bisogna avere anche un po’ di pudore. Forse sarà un po’ demodé, ma quando si tratta di dare indicazioni, come partito, su temi costituzionali, non credo che sia il caso di esagerare: il Parlamento davanti alla Costituzione deve poter ragionare con grande libertà. E poi ormai in direzione si votano delle relazioni dove c’è dentro un di tutto, mentre sarebbe meglio votare su delle cose precise, che la gente possa capire".

Resta l’Italicum: c’è ancora bisogno di cambiarlo? "Se fosse possibile cambiare un po’ l’Italicum per me sarebbe una cosa buona, ma se non si può… Comunque non è oggi il tempo di aprire nuove questioni. Oggi sembra ne abbiamo risolta una".

"Resta un po’ di amarezza perché ci siamo arrivati dopo mesi in cui io e Renzi ci siamo parlati solo sui giornali". E interrogato sul perché del mancato rapporto di amicizia con Renzi, Bersani risponde: "Non lo so, la risposta che a volte mi sono dato è che forse lui non vuole. Perché io con tutti quelli che sono venuti dopo di me ho buoni rapporti. Il punto su cui forse non ci capiamo è che io non voglio nulla, se non il Pd come partito vero di centrosinistra. Se il Pd diventa il grande partito di centrosinistra che io sogno, allora poi io mi riposo".

"Mai voluto scissioni. E anche questa battaglia sul Senato, vorrei fosse chiaro, non è una battaglia di corrente, mi amareggia sia stata descritta così. Io l’ho fatto per evitare che nei consigli regionali si aprissero le trattative per chi fa il senatore. Che regalo sarebbe stato per l’antipolitica una trattativa del genere? Che figura rischiava di fare il Pd?".