Pasqua, addio alberghi e ristoranti: si preferisce gita con ritorno a casa in serata

C’è la crisi, è vero, ma 1 italiano su 2 non rinuncia alla gita fuori porta nei giorni di Pasqua e Pasquetta. Si tratta comunque di viaggi low cost, a breve raggio, un andata e ritorno giusto per una scampagnata. Perché i numeri della Coldiretti parlano chiaro: 50 milioni di italiani non trascorreranno fuori nemmeno una nota durante questi giorni di festa. Svuotati anche gli agriturismi, che rispetto all’anno scorso perdono punti.

Dunque, gli italiani preferiscono una giornata fuori da trascorrere fuori per rientrare in serata a casa. Il tempo di visitare magari una città d’arte, o di fare una passeggiata al lago o sul litorale, tempo permettendo. Oppure si sposteranno per andare a visitare parenti o amici e magari pranzare insieme, a casa naturalmente. Soldi per i ristoranti non ce ne sono proprio.

Federalberghi conferma: addio alle tradizionali vacanze in cui si dorme fuori e ai pasti al ristorante (-3%), non è proprio il momento. Piuttosto, ci si porta un panino o si fa ricorso al pranzo al sacco preparato accuratamente a casa. Già, si torna indietro nel tempo, a quando la mamma preparava tutto con le proprie mani e si mangiava fuori come se si fosse a casa. La crisi è anche questo.

Gli agriturismi, dicevamo, sono in calo. Ma in realtà è il pernottamento che non va più: vengono comunque visitati, perché consentono di trascorrere una giornata all’aria aperta. Si stima che circa 200mila italiani visiteranno un agriturismo in questi giorni. Un numero comunque in calo rispetto al 2012.