Papa Francesco, ‘no alla globalizzazione dell’indifferenza’

"Una delle sfide più urgenti sulla quale voglio soffermarmi in questo Messaggio è quella della globalizzazione dell’indifferenza". Così Papa Francesco, nel suo messaggio per la Quaresima 2015, invitando a non cedere a questa "attitudine egoistica, di indifferenza, che ha preso oggi una dimensione mondiale. Si tratta di un disagio che, come cristiani, dobbiamo affrontare". "Desidero – ha aggiunto il Pontefice – che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza!".

Il Santo Padre, nel messaggio intitolato "Rinfrancate i vostri cuori", ha precisato che "anche come singoli abbiamo la tentazione dell’indifferenza. Siamo saturi di notizie e immagini sconvolgenti che ci narrano la sofferenza umana e sentiamo nel medesimo tempo tutta la nostra incapacità ad intervenire" ed è proprio per non lasciarci assorbire da questa spirale, trascurando "la forza della preghiera di tanti", che il Pontefice ha ricordato "l’iniziativa 24 ore per il Signore, che nei giorni 13 e 14 marzo, vuole dare espressione a questa necessità della preghiera". L’iniziativa, infatti, dopo aver riscontrato tanto successo nel 2014, sarà riproposta anche nel 2015, a marzo, quando Papa Francesco presiederà la liturgia penitenziale a San Pietro, ponendo il sacramento della riconciliazione al centro del cammino della nuova evangelizzazione in tutta la Chiesa.

"La Quaresima – ha precisato Papa Francesco – è un tempo propizio per mostrare questo interesse all’altro con un segno, anche piccolo, ma concreto, della nostra partecipazione alla comune umanità". "La sofferenza dell’altro – ha poi sottolineato il Pontefice – costituisce un richiamo alla conversione, perché il bisogno del fratello mi ricorda la fragilità della mia vita, la mia dipendenza da Dio e dai fratelli". Rivolgendosi poi al popolo cristiano, il Santo Padre ha chiarito che "per superare l’indifferenza e le nostre pretese di onnipotenza" è necessario "vivere questo tempo di Quaresima come un percorso di formazione del cuore, come ebbe a dire Benedetto XVI". "Avere un cuore misericordioso – ha continuato – non significa avere un cuore debole. Chi vuole essere misericordioso ha bisogno di un cuore forte, saldo, chiuso al tentatore, ma aperto a Dio, un cuore povero, che conosce cioè le proprie povertà e si spende per l’altro".