Papa Francesco: acqua e cibo per tutti, no agli sprechi (VIDEO)

Il cibo necessario e’ un diritto di tutti, e i "diritti non consentono esclusioni". L’"accesso all’acqua deve essere garantito a tutti" anche modificando gli stili di vita. Le multinazionali devono smettere di "accaparrarsi le terre coltivabili", e la "speculazione finanziaria" di togliere valore ai prodotti della terra. Cosi’ il Papa nella udienza ai partecipanti alla 39esima sessione della Conferenza della Fao, guidati dal presidente La Mamea Ropati e dal direttore generale, Jose’ Graziano da Silva, e ricevuti nella Sala Clementina.

All’autorevole consesso Bergoglio ha anche chiesto di mettere seriamente mano alla incidenza del peso delle "regole del mercato" sulla fame nel mondo, in particolare circa la volatilita’ dei prezzi, "che impedisce ai piu’ poveri di fare programmi o di contare su una nutrizione anche minima". Ha ricordato che la poverta’ e’ "problema sociale", aggravato ovunque dalla crisi, ma e’ anche "problema strutturale per il mondo": non puo’ essere combattuta con la prospettiva di chi non vuole perdere voti e per i tempi di un mandato legislativo o istituzionale.

Sfamare il mondo e’ possibile, ed e’ compito da cui non "disertare", e’ l’esortazione del Pontefice. Sempre molto sensibile al tema degli "sprechi", papa Francesco ritiene che non sia sufficiente "aggiornare i dati", "prendere atto dei numeri, o anche progettare una serie di impegni concreti e di raccomandazioni, se tralasciamo l’obbligo di debellare la fame e prevenire la malnutrizione". Se inoltre "puo’ consolarci sapere che il miliardo di affamati del 1992 si e’ ridotto, anche con una popolazione mondiale in crescita", oggi "le proiezioni della Fao dicono che entro il 2050, con 9 miliardi di abitanti sul pianeta, la produzione deve aumentare e addirittura raddoppiare".

Allora, incoraggia il papa latinoamericano, "invece di impressionarci di fronte ai dati, modifichiamo il nostro rapporto con le risorse naturali, l’uso dei terreni, i consumi, eliminiamo lo sperpero: cosi’ sconfiggeremo la fame". La "sobrieta’", ha detto in un altro passaggio, non e’ affatto "contraria allo sviluppo", anzi, ne e’ "condizione". E "per la Fao questo significa anche proseguire nella decentralizzazione, per stare in mezzo al mondo rurale e capire i bisogni della gente che l’Organizzazione e’ chiamata a servire.

Le multinazionali che fagocitano le terre coltivabili, denuncia il Pontefice, "privano gli agricoltori di un bene essenziale" e intaccano direttamente la "sovranita’ degli Stati": "gli alimenti prodotti vanno verso l’estero e la popolazione locale si impoverisce perche’ non ha alimenti, ne’ terra".

Bergoglio ha denunciato anche il fatto che in molte zone, per "disparita’ di diritti", le donne non possono possedere i terreni che lavorano, tema ancora piu’ cruciale visto che "la produzione mondiale di alimenti e’ in massima parte opera di aziende familiari". Papa Francesco chiede a tutti di affrontare la lotta alla poverta’ "senza secondi fini", non considerarla "argomento impopolare, problema irrisolvibile", "che non assicura consensi". Di assumere invece "impegni vincolanti": se infatti "in un Paese la poverta’ e’ un problema sociale a cui e’ possibile dare soluzioni, in altri contesti e’ una questione strutturale, e non bastano solo politiche sociali per fronteggiarla". Echi di quanto il Papa ha detto alla Fao, si sono avuti a Milano, nell’intervento di mons. Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato, al "National Day della Santa Sede", oggi in corso all’Expo 2015.