Opera, Federico Bardazzi a ItaliaChiamaItalia: la musica è la mia vita

Appena terminate le prove generali del Don Giovanni Tenorio ossia Il convitato di pietra, al Teatro Verdi di Pisa, con la gentilezza e la classe lo contraddistingue, ho incontrato il Maestro Federico Bardazzi. I suoi concerti sono stati trasmessi dalla Rai, dalla radiotelevisione svizzera, tedesca e polacca e dalla BBC che sta realizzando un programma di 50 minuti sulla sua attività musicale.

Di notevole cultura nella musica antica e barocca il Maestro è attivo prevalentemente come direttore nel repertorio operistico che spazia dalle sue origini a Handel, Gluck, Mozart, Rossini e Puccini. Esperto studioso di canto gregoriano in tutte le sue sfaccettature. Riscuote successo in tutto il mondo con la direzione dell’Ensemble San Felice, gruppo vocale e strumentale il cui repertorio spazia dal Medioevo alla musica contemporanea.

Grande successo in Europa per i programmi di ricerca di musica medievale. Di particolare successo, oltre ad una personale versione del Requiem di Mozart, si sottolineano "Magnificat" – realizzato con il sostegno dell’Unione Europea – " El cant de la Sibilla" – programma di musica medievale catalana presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto – “Nigra sum sed formosa” cantigas de Santa Maria e il dramma liturgico medievale da codici fiorentini “Quem queritis”.

Nel settembre 2005 è stato invitato a tenere un concerto al Queen Elizabeth Hall di Londra per gli Early Music Weekends della Oxford University Press, effettuando anche un incontro con il pubblico, coordinato da Tess Knighton presso la Purcell Room, insieme con Marcel Pérès direttore dell’Ensemble Organum. Si prodiga molto per favorire lo sviluppo della carriera professionale di giovani artisti, infatti è attivo in Opera Network. Stanco ma soddisfatto delle prove generali del Don Giovanni Tenorio ossia Il Convitato Di Pietra di Gazzaniga, con molta scioltezza rilascia l’intervista a seguire.

Che tipo di Don Giovanni è quello di Gazzaniga?

E’ un Don Giovanni reale accettato per quello che è. A differenza di quello più ben noto ai più di Mozart, che finisce per essere ingiuriato e non solo dalle donne, questo è mandato al diavolo. Le donne vittime della sua seduzione alla fine se ne fanno una ragione. Nella realtà esistono molti di questi uomini che amano passare il loro tempo a sedurre il gentil sesso. E’ nella natura di alcuni uomini e quello di Gazzaniga è attuale anche se la prima rappresentazione è andata in scena al Teatro San Moisè di Venezia il 5 febbraio del 1787 e fu subito successo. Da allora la natura di alcuni uomini donnaioli non è mutata. Bisogna essere reali e avere il coraggio di leggere questo mito per quello che è.

Il Teatro Verdi di Pisa nel suo progetto ha sposato l’idea di mettere in scena il Don Giovanni di Gazzaniga, seppur meno noto. Anche le opere seguono le mode?

Sì, certo, un bel progetto quello del Teatro Verdi. E’ una sfida proporre tre Don Giovanni. Uno sforzo culturale vero e proprio. Questo Don Giovanni ha un finale concertato eccellente. Un vero finale da opera buffa, diverso da quello di Mozart che oscilla tra buffo e drammatico con troppo moralismo e troppe sovrastrutture tipiche dell’800. Le opere devono essere rese attuali, nel senso che alcune hanno tempi recitativi lunghi. Necessita rendere un repertorio gradevole e comunicativo, senza assolutamente stravolgere l’opera, ma apportare quelle piccole modifiche necessarie.

Si annovera che sull’onda del successo di questo Don Giovanni, Mozart musicò il suo Don Giovanni. Che ne pensa?

Questo è quello che si dice, anche se certezza non si ha. Capire bene chi ha preso ispirazione da chi è affare complesso.

Sei un esperto di musica e suoni anche alcuni strumenti, tra i quali?

Pianoforte e violoncello. Sì, la musica è la mia vita, mi piace. Mi sembra di avere avuto venti vite musicali. In seguito a una tragica vicenda familiare, mi sono gettato nella musica sacra studiandola nei minimi particolari. Adoro i canti gregoriani che ho studiato con molta attenzione.

I tuoi progetti lavorativi futuri?

Molto è ancora in essere, quindi non ancora definito e non ne posso far menzione. Mentre è già certo che nella stagione 2016/2017 dirigerò un’opera di Galuppi in collaborazione con il Landestheater di Salisburgo per la regia di Carl Philip von Maldeghem. Continuo inoltre la mia collaborazione con l’Università del North Carolina per la formazione dei giovani artisti.