Opera: a colloquio con Roberto Frontali, vanto dell’Italia nel mondo – di Alessandra Giorda

Ritenuto tra i più grandi baritoni del panorama lirico internazionale, è con onore che ItaliaChiamaItalia presenta Roberto Frontali, che ha in programma due importanti appuntamenti che lo vedono protagonista nell’Otello di Verdi al Regio di Torino (dal 14 al 28 ottobre) e in Tosca al Teatro Minicipal di San Paolo del Brasile (dal 29 novembre al 13 dicembre).

Frontali è una star della lirica internazionale che ha calcato le scene dei più prestigiosi teatri del mondo, dal Royal Opera House di Londra al Met di New York, al Bunka Kaikan di Tokyo, passando per Los Angeles e l’Opera di Chicago per approdare all’Arena di Verona, alla Scala di Milano, per ripartire alla volta di Vienna e a Copenhagen al Royal Danish Opera.

Ingredienti come eccellenti doti vocali e interpretative suggellate da notevoli capacità recitative fanno di questo artista un vero vanto dell’Italia nel mondo. Insieme alla grande stella del firmamento della lirica internazionale, Amarilli Nizza (già intervistata dal nostro quotidiano online), ha registrato con grandissimo successo un cd di “duetti Verdiani”.

A colloquio con Italiachiamaitalia.it, Frontali racconta i suoi prossimi appuntamenti e si confronta con i personaggi che si appresta a interpretare, oltre a parlare in maniera semplice e coincisa di grandi compositori italiani come Verdi e Puccini.

Jago infido alfiere che svela il segreto matrimonio tra Otello e Desdemona e tenta di destituire Cassio. Cosa ammiri e cosa non condividi del personaggio che ti appresti a interpretare?

“Ammiro in Jago il fatto di diventare, specialmente nel testo di Boito e nella musica di Verdi, un archetipo del male assoluto. Alla fine ci si rende conto che a spingerlo non è l’invidia, la gelosia, la ricerca del potere, ma il male per il male. C’è un godimento nel portare avanti il suo progetto. Il suo monologo e’ proprio un inno al Male. La sfida per l’interprete e’ riuscire a rappresentare questa figura in tutti i suoi aspetti negativi, pur non accettando la sua etica”.

L’opera Otello è musicata da Verdi e tratta dalla tragedia di Shakespeare. Un tuo commento su questi due grandi autori?

“L’unione del testo shakespeariano e della musica verdiana sono fra i momenti più alti della storia del melodramma: Macbeth, Falstaff, Otello. Hanno reso universale il teatro e la musica occidentale”.

A novembre sei atteso al Teatro Municipal di San Paolo del Brasile per Tosca, interpretando Scarpia. Similitudini e differenze tra Scarpia e Roberto?

“Non ci sono similitudini tra me e il personaggio di Scarpia, libertino e bigotto. L’unico aspetto che può consentirmi di avvicinarmi a lui è il fatto che, essendo io romano e nato molto vicino alle mura del Vaticano, posso comprendere facilmente le atmosfere della Tosca”.

Verdi e Puccini così diversi, cosa ti piace dei due?

“Il linguaggio verdiano è stretta emanazione e soprattutto definitiva consacrazione della tradizione del Bel Canto italiano. Un linguaggio che fa parte della mia esperienza musicale, avendo per molti anni cantato Rossini, Bellini e Donizetti. Puccini da grande musicista e uomo di teatro è riuscito, con la tavolozza di colori e armonie, a rappresentare più di tutti la profondità e la complessità dell’animo umano”.

Hai cantato nei teatri più importanti del mondo, quale realtà hai trovato oggi al tuo ritorno al Regio?

“Il Regio di Torino è stato sempre un’eccellenza del panorama musicale italiano. Alta professionalità e produttività. Oggi risente della crisi che attraversa tutto il settore. Tuttavia ho trovato, come sempre, persone molto motivate e con la voglia di dare il meglio”.

Parlami del cd dei “Duetti Verdiani” che hai registrato con la stella della lirica, Amarilli Nizza.

“Il cd ‘Duetti Verdiani’ e’ stato una bellissima esperienza realizzata con uno dei soprani più sensibili e profondi del mondo dell’opera. Volevamo raccogliere in un cd il percorso musicale e psicologico di Verdi riguardante in particolar modo il rapporto padre-figlia”.