Non svendiamo l’Italia all’islam – di Leonardo Cecca

Come era prevedibile e come pensava ogni persona di buon senso e con la mente scevra da falso buonismo e dall’ipocrita ricerca dell’integrazione, intesa come soddisfazione integrale delle esigenze e sottomissione alle prepotenze degli "ospiti" di religione musulmana, è accaduto. Queste "nobili" menti hanno svenduto le nostre tradizioni e, pertanto, non siamo più liberi di professare la nostra religione, di partecipare alle processioni e, persino, di portare i simboli della cristianità. Parlo da non credente, ma sempre ho trovato di cattivo gusto questo atteggiamento, mescolato a falso buonismo e ad altrettanto falso senso di integrazione.

Si è iniziato dalle scuole con le pretese, accolte ovviamente da coloro che si ritengono progressisti, di non costruire il presepe e di non affiggere alle pareti il crocifisso, in quanto arrecava disturbo e via dicendo. Che dire inoltre della concessione, contraria alle nostre leggi, di macellare gli animali tramite lo sgozzamento secondo gli usi islamici? E’ stata solo una calata di brache unitamente a quella di concedere gratuitamente spazi ed edifici per erigere, a volte anche con sostanziosi contributi, luoghi di culto islamico.

In questi giorni si sono verificati due episodi disdicevoli e di insulto alle radici cristiane della nostra società, alle nostre tradizioni, oltre ad una sporca mancanza di rispetto verso chi crede. E’ buona norma di educazione e di senso civico che l’ospite tenga a mente gli usi e costumi di chi lo ospita e, se non è di tale avviso, non deve oltrepassare la soglia della casa ove si vuol recare.

Ora per i credenti cristiani, causa un’infame politica e la volontà di non arrecare offesa agli ospiti di religione mussulmana, siamo arrivati a delle vere e proprie aggressioni: quella subita a Terni da una ragazza, ad opera di un africano mussulmano, perchè aveva al collo un crocefisso, e l’episodio avvenuto a Conselice ove una processione con la statua della Madonna è stata oggetto di disturbo e di insulti da parte di alcuni giovani mussulmani per il semplice motivo che la processione, pur svolgendosi su una pubblica via, passava davanti alla sede dell’Associazione Islamica. Non si venga a dire che sono ragazzate, in quanto è noto che presso certi "ritrovi" islamici si semina l’odio e l’intolleranza verso le altre religioni e solo i nostri ottusi politici fanno finta di non saperlo.

Sarebbe importante vietare i discorsi e/o sermoni in lingua che non sia l’italiano, ma questo sarebbe offendere l’ospite.

Di fronte ai fatti sopra ricordati nessun personaggio altolocato, tutto votato all’integrazione degli islamici, ha avuto nulla da ridire. In compenso certi giornaloni e giornalisti si sono scandalizzati ed hanno paventato pericolo per la democrazia in quanto un bambino di 4 anni ogni tanto fa il saluto romano, sicuramente non sapendo nemmeno che tale saluto rievoca un periodo non lieto della nostra storia , ma nel quale l’idendità nazionale e le nostre tradizioni venivano preservate. Forse c’è solo da vergognarsi  a svendere il nostro paese con le sue tradizioni solo per avere un po’ di visibilità e qualche preferenza.