Natale in spiaggia, se la Camera dice sì – di Franco Esposito

Tutti al mare. Anche a dicembre, almeno fino a Natale. Chi può, non si tiri indietro. E chi vuole non si ponga il problema di scoprire dove, come, quando. In Italia le stagioni cambiano, sono diventate ritardatarie. L’ultima è stata color carbone, nera che di più non si può. È durata la spazio di tre sospiri, vista e non vista fino a quando ha lasciato stecca e spazio all’autunno. La vera estate italiana in quest’anno di maltempo, freddo, vento, piogge: avete dimenticato luglio che cosa è stato? Sole e caldo, temperature estive fino a ieri, gli operatori turistici intendono attrezzarsi, adeguandosi alle mutazioni del pianeta. Obbligatorio il riscatto, bisogna fare qualcosa. Ma cosa? Impedire la chiusura di lidi e spiagge a settembre, tutti al mare: un emendamento è stato presentato alla Camera dei deputati, lo Sblocca Italia per allungare la stagione balneare fino a dicembre. 

La richiesta parte dalla Puglia, laddove in alcune città e cittadine marinare d’Italia il prolungamento dell’apertura di lidi e spiagge è già un dato di fatto. Una novità presente da alcuni mesi, a Pesaro, Genova, Sicilia, Veneto, e sulla costa laziale. In nome del rilancio turistico e a mo’ di risarcimento di mancati guadagni estivi, i proprietari di stabilimenti balneari in Versilia hanno chiesto lo spostamento di un mese dell’attività scolastica, da settembre a ottobre. “Il calendario di una volta, quando le lezioni cominciavano il primo ottobre e gli studenti andavano al mare e in spiaggia tranquillamente tutto settembre”.

Il sindaco del Forte, Umberto Buratti, del Pd, ha messo la richiesta nero su bianco. E ha inviato la lettera al ministro della Pubblica Istruzione. Qualcuno ha definito la proposta “strampalata”, ma sono in tanti, davvero tanti, i cittadini che la ritengono sensata, giusta. In nome innanzitutto dell’ampliamento dell’offerta turistica. È questo il vero nodo della vicenda.

“Deve esserci libertà, chi vuole tenga aperti gli stabilimenti”, chiede Nuccio Altieri, ex vice presidente della Provincia di Bari con delega al turismo, il secondo dei non eletti alla Camera dei Deputati, circoscrizione Puglia, alle elezioni politiche del 2013. “Può esserci un felice mercato anche a dicembre”. E il conseguente ampliamento, sostengono insistenti megafoni invocanti la novità, dell’offerta turistica. Il centro di tutto, il cuore delle aspettative italiane.

Liberalizzazione e allungamento della stagione estiva come assolute priorità. In Toscana, in Maremma e altrove, spiagge e lidi hanno funzionato a pieno ritmo a ottobre. Al Forte, ad agosto, hanno soggiornato il premier Matteo Renzi, le ministre Boschi e Giannini, inseguite dai paparazzi a caccia di immagini particolari, l’europarlamentare Simona Bonafè. Il sindaco di Lido di Camaiore, il renziano Alessandro Dotto, a settembre e ottobre si è inventato il cinema in spiaggia. Gli stabilimenti di Pisa e Livorno sono aperti a rotazione d’inverno; le Cinque Terre hanno applicato un turismo diversificato. Qua e là, le spiagge vengono trasformate in parchi. Potrebbe diventare una regola. Le stagioni sono cambiate e, in alcuni casi, letteralmente sparite.

La richiesta è di estendere fino ad un massimo di 100 giorni rispetto al periodo di apertura attualmente previsto. Il regime fiscale sarebbe identico all’attività stagionale. “La legge attuale è illiberale e archeologica: impone agli stabilimenti di restare chiusi”. Una norma ritenuta dannosa per l’occupazione e l’economia. Da rimuovere con immediatezza, per il sollievo degli operatori turistici. “È da folli obbligare a non lavorare quando ci sono le condizioni per farlo. In Italia il flusso di turisti è in crescita, c’è spazio per un mercato per lidi e spiagge anche a dicembre”. Dovendo considerare, fanno notare quelli del partito delle spiagge full time, che a Bari e Palermo le temperature sono stabili sui diciotto gradi, in questo periodo e anche a dicembre. “Il turismo è una straordinaria opportunità di crescita, per il Sud. Ma non ricevibile se non si rimuovono una legge vessatoria e regolamenti selvaggi”.

Imperversa la battaglia, ricca di contrapposizioni. Dappertutto in quest’Italia del mare, che tenta di liberarsi di freschi incubi legati alla nera ultima estate. Il grido è unico, da Forte dei Marmi alla Sicilia, attraversando Pesaro, la Romagna, la Liguria, il Veneto, la Costa del Lazio. Sommessa ma ferma la richiesta, sorella della necessità di non indugiare oltre. “Sperimentiamo il progetto per un anno, questo. Andiamo a vedere e verificare se l’apertura dei lidi fino a dicembre funziona. La Puglia accarezzava l’idea da alcuni anni. Ma il momento è ora”, sottolinea con forza il presidente di Assohotel Confesercenti. Ostuni è la perla, ma chiedono il prolungamento della stagione in spiaggia anche Alberobello, sito Unesco molto vicino a Polignano a Mare, Monopoli e Savellotti. Ad una precisa condizione però: il mantenimento dei collegamenti aerei a tariffe accessibili, adeguate. L’equazione è semplice: non può esserci stagione balenare anche a dicembre, se poi lidi e spiagge non sono raggiungibili. Perché in Italia questo siamo, insuperabili gaffeur: fresca città nominata capitale europea, Matera non ha la stazione ferroviaria. Unico capoluogo d’Italia, non compare in nessun tabellone delle partenze, per le Ferrovie dello Stato la
città dei Sassi non esiste. Sorridere non si può, piangere forse. Intanto, potremmo andare al mare a dicembre.