Se qualcosa si e’ rotto, Adriano Galliani non lo da’ certo a vedere. ”Non commento, non commento”, ha ripetuto l’ad del Milan all’indomani delle critiche arrivate da Barbara Berlusconi che ha chiesto al padre un cambio di rotta nella gestione della societa’. Galliani ha parlato al telefono con Silvio Berlusconi, ma non ha voluto raccontare nulla della conservazione con l’imprenditore che ha affiancato nel 1979 nella scalata al mondo della televisione e dal 1986 nell’avventura calcistica. Mentre Barbara Berlusconi (membro dei cda del Milan e della holding che lo controlla, Fininvest) seguiva l’inizio del trasloco dei primi uffici di via Turati nella nuova sede del Portello, Galliani ha trascorso una giornata come tante altre, fra un incontro con Raiola in ufficio, la cerimonia del Premio Facchetti e una riunione informale della Lega di serie A.
”Nessun commento forever – ha sorriso in serata -. Sono sereno, che io sappia non e’ cambiato nulla”. Qualcuno definisce la situazione una tregua armata. E’ pero’ difficile non considerare uno spartiacque l’appello a un cambio di rotta nella gestione societaria invocata da Barbara Berlusconi, che assicura di non aver chiesto la testa di Galliani, ma con il padre avrebbe convenuto che il Milan non ha speso poco ma male; che manca una moderna rete di osservatori per che vada a caccia dei migliori talenti prima che diventino top player; e che la campagna acquisti e cessioni estiva sbagliata e che non ha tenuto conto delle indicazioni della proprieta’. Insomma, e’ in discussione la recente gestione di Galliani, il cui futuro sul medio periodo e’ quanto meno incerto.
”Ho parlato con il presidente ma non commento”, ha glissato l’ad rossonero, e hanno ottenuto la stessa risposta altre domande tipo: le ultime mosse di mercato sono dipese dalla carenza di risorse? Galliani risponde solo a Silvio o anche a Barbara Berlusconi? ”No comment. L’ad e’ responsabile di tutto per cui anche del mercato, del fatturato, dei costi, di tutto. Il Ceo di un’azienda e’ il responsabile dell’azienda – ha notato Galliani -. Quindi anche delle scelte degli ultimi due anni? Non ho commenti da fare”. C’e’ gia’ chi immagina il dirigente monzese altrove, ad esempio alla guida della Lega di serie A, ruolo gia’ coperto nei quattro anni pre-calciopoli. Ma se avverra’ una svolta al Milan, e’ ancora da scrivere e l’ultima parola sara’ di Silvio Berlusconi. Come e’ accaduto domenica per rinnovare la fiducia a tempo ad Allegri, di nuovo in bilico.
”Non e’ una settimana decisiva per Allegri, gode di assoluta fiducia”, ha assicurato Galliani a due giorni dalla sfida di Barcellona e sei da quella con il Chievo, in cui manchera’ Balotelli, squalificato e ”incedibilissimo”. ”Tutti gli allenatori dipendono dai risultati, se uno perde all’infinito non c’e’ allenatore che tenga – ha notato Galliani – E’ un momento difficile, andiamo avanti sperando le cose migliorino. Credo che non si possa misurare il club sul risultato delle ultime partite, va misurato in un arco temporale un pochino piu’ lungo”. Non sembra ancora il momento delle decisioni. Ora al centro dei pensieri di Berlusconi ci sono le vicende politiche.






























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