MDL | Gabriele Pisasale, storia di una “vita precaria”

“Grazie all’impegno del Movimento delle Libertà a favore dei connazionali residenti all’estero e alla recente istituzione dello sportello di ascolto per disabili e anziani, abbiamo avuto modo di conoscere la storia di Gabriele e desideriamo raccontarla”

In coerenza con il lavoro del Movimento delle Libertà teso a dar voce agli italiani residenti all’estero, oggi vogliamo farvi conoscere Gabriele Pisasale. E’ quanto si legge in una nota MdL.

Gabriele, 38 anni, nato a Duisburg in Germania da genitori siciliani, è un ragazzo che presenta una minorazione fisica di grado superiore o pari al 100%, a causa della fuoriuscita del liquido amniotico. Vive la sua condizione di mobilità ridotta fin dalla nascita, su una sedia a rotelle e dispone di piccole movenze alle mani.

Perché parlare di Gabriele Pisasale? Per mostrare e far comprendere che nonostante siano vigenti leggi e regolamenti volti all’integrazione sociale a favore delle persone disabili come Gabriele, nella realtà, purtroppo, queste normative, tali disposizioni, vengono spesso disapplicate o male applicate. Inoltre, le normative si differenziano da Paese a Paese.

Grazie all’impegno del Movimento delle Libertà a favore dei connazionali residenti all’estero e alla recente istituzione dello sportello di ascolto per disabili e anziani, abbiamo avuto modo di conoscere la storia di Gabriele e desideriamo raccontarla.

Nel corso di una delle nostre piacevoli conversazioni telefoniche, Gabriele, riguardo alla realtà in cui vive, la Germania, ci ha spiegato che sebbene sia vero che il governo tedesco cerca di integrare le persone a mobilità ridotta e di inserirle, ad esempio, nel ciclo produttivo, non sempre allo stesso modo, fornisce loro possibilità di lavorare con sistemi adeguati alle loro disabilità o gli attribuisce sistemi obsoleti.

Il caso di Gabriele è emblematico. Nonostante le autorità tedesche abbiano riconosciuto la sua disabilità e fornito un software che permetta a Gabriele di scrivere su computer tramite comandi vocali, nel posto di lavoro questo non succede. L’operatività di Gabriele è limitata a piccole attività di bricolage, che svolge tuttavia con grande entusiasmo, presso un centro per disabili.

Le condizioni di Gabriele, come detto, lo costringono sulla sedia a rotelle. Tali sue condizioni, sostanzialmente, lo escludono anche dalla vita sociale quotidiana, in quanto, anche per uscire di casa, ha bisogno di costante assistenza o, quantomeno, di una persona che spinga la sedia a rotelle. Di questo suo disagio, di questa sua esperienza, Gabriele, ne ha tratto un libro dal titolo: “La gioia e la forza di vivere”. Un libro che è stato scritto in un momento particolare della sua vita, in cui Gabriele descrive, tra l’altro, oltre alle difficoltà di inserimento, quelle di essere accettato dalle persone normodotate.

Sulla base di quanto appena descritto, vi chiediamo di immedesimarvi in Gabriele e di domandarvi se esista davvero la presunta integrazione, la cosiddetta inclusione. Noi italiani residenti all’estero, ma soprattutto le generazioni di immigrati che si sono succedute, conosciamo le difficoltà testé descritte, conosciamo cosa significhi vivere una “vita precaria”.

Regala un sogno a Gabriele

“Regala un sogno a Gabriele” è la campagna di raccolta fondi del Movimento delle Libertà per fare diventare realtà il desiderio di Gabriele Pisasale. In una sedia a rotelle fin dalla nascita, Gabriele ha scritto un libro dove descrive la sua vita a mobilità ridotta in Germania. Da sempre ha sognato di pubblicare “La gioia e la forza di vivere”, in modo tale che le persone per un attimo possano guardare il mondo con i suoi occhi. Un sorriso costa meno dell’elettricità, ma dà più luce. Il link per dare il vostro contributo: https://gofund.me/58057ebb