URUGUAY | Ricardo Merlo: “Il MAIE non ha dubbi sulla necessità della nuova sede consolare a Montevideo”

Alcuni dirigenti della comunità italiana in Uruguay sono convinti che non sia questo il momento opportuno per costruire una nuova sede consolare, dotata del numero di personale adeguato ad offrire servizi consolari efficienti in tempi dignitosi. La lettera del Sen. Ricardo Merlo, presidente MAIE, pubblicata oggi in prima pagina su Gente d'Italia, quotidiano diretto a Montevideo da Mimmo Porpiglia: "Siamo convinti - scrive Merlo - che costruire un nuovo edificio per ospitare gli uffici consolari sia la cosa più logica da fare. Le spiego le nostre ragioni". Qui di seguito il testo integrale della missiva

Sen. Ricardo Merlo, presidente MAIE

Signor direttore,

ho letto sul Suo giornale un articolo in cui si afferma che la decisione di costruire una nuova sede consolare a Montevideo sarebbe “fuori da ogni logica”. Noi del MAIE crediamo tutto il contrario. Anzi, siamo convinti che costruire un nuovo edificio per ospitare gli uffici consolari sia la cosa più logica da fare. Le spiego le nostre ragioni.

Oggi a Montevideo i nostri connazionali, oltre 130mila regolarmente iscritti all’AIRE, più migliaia di discendenti, vengono ricevuti in una stanza di quindici metri quadrati. La nuova struttura, invece, non solo sarà di oltre settecento metri quadrati, ma soprattutto – ed è questo che ci tengo a sottolineare – sarà dotata del numero di personale adeguato (che ci siamo occupati di assumere durante la nostra gestione al MAE: oltre 800 nuove assunzioni in totale) per offrire servizi consolari efficienti in tempi dignitosi. Anche perché avrà gli spazi necessari per farlo, che ora non ci sono.

La nuova struttura sarà più sicura, moderna, dotata di tecnologia d’avanguardia. E anche “più comoda”, come viene riportato nel Suo titolo. Ma il fatto che, oltre a tutto il resto, sia anche più comoda per gli italiani che vi si recheranno, per noi è semmai un motivo in più – anche se l’ultimo della lista, in termini di priorità – per affermare quanto sia necessaria. Perché i nostri connazionali non sono bestie che possono essere ammassate in 15 m2.

“Perché questa fretta?”, si domanda Gente d’Italia. La risposta è molto semplice: perché la comunità italiana in Uruguay è stanca di aspettare. Da anni, da quando cioè è stato chiuso il Consolato Generale a Montevideo, il Movimento Associativo Italiani all’Estero si fa portavoce della richiesta dei connazionali: riaprite.

Questa richiesta il MAIE, da sempre a fianco degli italiani all’estero, l’ha fatta sua. Ha manifestato per questo. Ha fatto promesse agli italiani ivi residenti. In Uruguay il MAIE ha vinto le elezioni politiche promettendo di riaprire. Ecco, come Movimento non stiamo facendo altro che mantenere le promesse fatte ai connazionali. Lo abbiamo fatto stando al governo, riaprendo sedi consolari che erano state chiuse negli anni precedenti a causa della cecità politica di chi ci governava, e continuiamo a farlo dal Parlamento, dove siamo presenti dal 2008. Da quando è nato, il MAIE in Sudamerica è sempre risultato il partito più votato alle elezioni. Questo è perché abbiamo un contatto diretto con il territorio, conosciamo le necessità dei connazionali perché le viviamo sulla nostra pelle, quindi le sentiamo nostre.

FOTO D’ARCHIVIO | Ricardo Merlo, a sinistra, con Mimmo Porpiglia, direttore del quotidiano Gente d’Italia, a Montevideo

Nell’articolo in questione si afferma addirittura che non è il momento di spendere un milione e mezzo di dollari per una nuova sede, quando altre sarebbero le cose più importanti in tempi di pandemia. Beh, io prendo la Sua affermazione e la capovolgo. Se non ora, quando? Ora è il momento più opportuno per iniziare a costruire il nuovo edificio; il quale non sarà pronto dopodomani. Una struttura del genere, per nascere e diventare operativa, richiede tempo. Per questo è importante iniziare quanto prima. Subito. E quel milione e mezzo di cui stiamo parlando, non sono quattrini gettati al vento, sprecati, spesi inutilmente o in modo sbagliato: sono soldi che l’Italia ha deciso di investire sulla propria collettività, per dotarla di una sede consolare dignitosa.

Soldi che non hanno tolto né tolgono nulla agli italiani in difficoltà a causa della pandemia. Sono due cose totalmente diverse. Tant’è vero che, anche grazie alla tenacia del MAIE, il governo italiano ha stanziato sei milioni di euro per i connazionali più fragili e più in difficoltà al tempo del Covid, per tutti coloro che avessero perso il lavoro o la propria attività.

Aggiungo: da parte di alcuni dirigenti della nostra comunità locale le critiche alla costruzione del nuovo edificio sono arrivate quando ancora il Coronavirus non esisteva nemmeno. Ecco perché certe critiche, oggi, ci appaiono ancora più irragionevoli.

Noi non dimentichiamo, direttore. Nei decenni passati Ambasciate e Consolati venivano chiusi. Con il MAIE al governo le stesse sedi venivano riaperte. Anche grazie alla presenza del MAIE al governo gli italiani che vivono e lavorano in Uruguay avranno una sede consolare di cui potranno andare fieri. E che, sottolineo ancora una volta, sarà dotata di tutto il personale necessario ad offrire i servizi nel miglior modo possibile. Non devo essere certo io a ricordarLe quanto mi sia battuto personalmente per ottenere nuove assunzioni al ministero degli Esteri, trovando i fondi necessari in occasione della legge di Stabilità. Per due volte di seguito. Erano decenni che la Farnesina non assumeva. Tanti di questi nuovi assunti, dopo un periodo di formazione, andranno a lavorare all’estero, anche a Montevideo, e contribuiranno a rendere il lavoro della nostra rete consolare più agile e veloce.

Migliorare i servizi consolari per i nostri italiani all’estero è da sempre una priorità per il nostro Movimento. Stando al governo, abbiamo lavorato soprattutto per quello. E continuiamo a farlo dal Parlamento. Montevideo rappresenta solo una tappa del percorso che abbiamo disegnato: Manchester, Saarbrücken, Tenerife, Recife, Victoria, Santo Domingo, Panama, Costa Rica… Sono soltanto alcune delle sedi che sono state riqualificate, riaperte o che riapriranno presto, grazie al lavoro svolto dal MAIE all’intero del governo italiano.

Dunque, caro direttore, se tanti dirigenti della collettività italiana locale e alcuni rappresentanti di partiti hanno presso una posizione, affermando che questo non è il momento di costruire una nuova sede consolare, sono liberi di mantenerla e difenderla. Noi, per le ragioni spiegate, pensiamo il contrario: per noi la nuova sede è necessaria e va costruita e resa operativa nel minor tempo possibile. Mi auguro che questa differenza di visione sia chiara a tutti al momento delle elezioni. I cittadini italo-uruguaiani devono sapere chi ha voluto il nuovo edificio subito e chi avrebbe preferito rimandare, chissà poi fino a quando. Vedremo a chi daranno ragione gli elettori. Allo stesso tempo, mi lasci ribadire la ferma volontà, da parte di tutto il MAIE, di continuare sulla strada intrapresa: gli italiani di Montevideo hanno bisogno di una nuova sede consolare e anche grazie al nostro impegno e alla nostra forte volontà politica l’avranno presto.

Sen. Ricardo Merlo
Presidente MAIE