Matteo Renzi, il nulla che avanza – di Leonardo Cecca

A pensarci bene credo che Matteo Renzi sia l’uomo mandato dalla Provvidenza, in quanto in un momento ove tutto va a rotoli, i dati Istat sono eloquenti, è l’unico a dimostrare ottimismo e continuare come una macchinetta a parlare, tanto da  verrebbe da chiedergli "Oh, icché tu dici?", soprattutto di programmi, con tanto di date che continua però a rinviare. Ormai i rinvii renziani sono come il "paghi 2 e prendi 3", ogni 2 rinvii c’è il terzo in regalo.

Sarebbe opportuna a questo punto una breve storia sull’uomo che rappresenta "il nuovo che avanza": ha sostenuto di non mirare alla carica di segretario di partito, ma ha fatto di tutto per ottenerla; ha sbraitato ai quattro venti che non avrebbe fatto le scarpe a Letta e, puntualmente, si è trasformato in ciabattino per ottenere la poltrona di premier; ha promesso riforme in 100 giorni, ma evidentemente ha smesso di contare (i giorni ora sono diventati mille); ha promesso che la pubblica amministrazione avrebbe saldato i debiti con le imprese entro luglio scorso, poi ha posticipato a settembre e se tutto va bene si mormora che la maggior parte verranno saldati entro il primo trimestre del prossimo anno.

Da quanto ha detto dopo il Consiglio dei ministri dello scorso 29 agosto, il prossimo anno ci sarà un susseguirsi di nuove opere, l’Italia sarà un cantiere a cielo aperto, ma poi scopriamo che, se tutto andrà bene, per ammissione dello stesso governo, solo una minima parte dei lavori avrà inizio alla fine del 2015.

A proposito di lavoro: Renzi avrebbe potuto accennare – alla fine è il capo del governo – al danno che è stato prodotto alla nostra economia da alcuni magistrati per il caso Ilva, con il sequestro di migliaia di tonnellate di acciaio pronto ad essere spedito. Niente ha detto sul recentissimo caso Finmeccanica che si è trovata esclusa da tutte le gare di appalto promosse dall’India, a causa di accuse di corruzione poi archiviate. Chi paga per questo enorme danno?

Non parliamo del deplorevole silenzio di Renzi su alcuni atroci fatti relativi all’estremismo islamico e sulla messa in stato di accusa da parte dell’Ordine dei Giornalisti di Magdi Allam e de il Giornale. Trattasi solo di difendere la libertà di stampa, ma forse in questo caso si tratta di una stampa che non interessa il Capo del Governo. Sarà tutto preso a tappare il buco amministrativo prodotto dagli 80 euro, somma che, oltre a non essere servita a niente, non è stata estesa a tutti coloro che rientravano sotto una certa soglia di reddito. Vabbé, la politica si regge su queste porcate.

Come detto all’inizio, prendiamo questo "nuovo che avanza", per le nullità che promette, facciamoci quattro risate ed alle prossime elezioni cerchiamo di essere meno boccaloni.

Una riflessione: se questo signore per una questione di poltrone, ha fregato, sotto gli occhi di tutti, due suoi compagni di partito ai quali aveva promesso lealtà, come si può pensare che nei suoi pensieri ci possano essere gli interessi degli italiani? Forse Silvio Berlusconi non sarebbe stato in grado di evitare la crisi, ma solo gli inetti governicchi che ci ha regalato il compagno Napolitano potevano produrre effetti così devastanti.