Matteo Renzi, ‘tocca al Pd fare uscire l’Italia dalla palude’

Italy's Prime Minister Matteo Renzi arrives for the second day of the G7 summit at the European Council headquarters on June 5, 2014 in Brussels. AFP PHOTO / GEORGES GOBET

Matteo Renzi, parlando alla Direzione del Pd, si è detto sicuro di riuscire a portare l’Italia fuori dalle sabbie mobili. Ci possono essere "scossoni" ma "il Pd, con il passo del maratoneta, questo paese lo porta fuori dalle sabbie mobili. Il Paese è più forte delle paure degli editorialisti, il Paese, se liberato, può tornare a creare ricchezza nell’Europa e nel mondo”. Dunque, ha continuato, “io sono convinto, certo e sicuro (lo ripete 3 volte, ndr) che l’Italia è nelle condizioni di riuscire finalmente a guidare la ripresa dell’Europa; ma questo o lo fa il Pd o non lo fa nessuno".

"Io non vivo nella paura del domani e non perchè sono uno scriteriato, ma perchè vedo i dati. Il sentimento di speranza forte che abbiamo, non deriva da un training autogeno ‘ce la facciamo, ce la facciamo, ce la facciamo’, ma dalla realtà".

Certo, “la situazione economica nella quale siamo non è quella che avremmo voluto vedere, ma occhio a dire che abbiamo fatto lo 0.8 di crescita perchè avevamo il decreto Poletti e gli 80 euro, perchè il governo precedente dava l’1,1 senza Dl lavoro e 80 euro perchè immaginava una ripresa a livello europeo che non sta arrivando o arriva non come si pensava".

"L’Italia sta molto meglio di quello che credete", ma "non possiamo negare che non abbiamo fatto tutto quello che sta nelle nostre condizioni per rimettersi a correre, se no la nostra autorevolezza nei tavoli europei sarebbe piu forte", ha spiegato il premier.

Comunque il bonus di 80 euro non è “una bacchetta magica, ma un’operazione di giustizia sociale. E siamo sicuri che abbiamo la copertura anche per il 2015, alla faccia dei gufi". 

Parlando delle polemiche interne al Pd, rivendica: il Pd è un "partito nel quale si può dissentire", senza essere cacciati. Renzi ha anche auspicato che poi ci si "adegui" però alle decisioni della maggioranza. "Difendo il diritto e la dignità del Pd ad essere un partito nel quale si può dissentire, non si butta fuori la gente noi del Pd. Quelli che votano in dissenso dal gruppo vengono fatti parlare, si discute… Poi, sarebbe più bello fare una discussione interna e poi tutti adeguarci". "Qui dentro – ha sottolineato – a tutti è capitato di stare in maggioranza e all’opposizione. A me è capitato di stare all’opposizione e casino ne facevo, eh! Però non c’è stata una volta, sulle questioni di governo – diverso è il ragionamento sulle scelte personali, fatto alla luce del sole – sulle quali il Pd non abbia discusso e poi deciso insieme".

A proposito delle accuse di autoritarismo avanzate da Sel al Pd: “Se pensano di noi questo vadano per i fatti di loro, stiano al loro posto: vinceremo le elezioni regionali anche senza di loro". "Non abbiamo bisogno di essere ricattati – ha aggiunto il premier – difendo il diritto del Pd ad essere un partito nel quale si può dissentire senza essere cacciati". Tuttavia, “se tra noi c’e’ qualcuno che dice che dobbiamo mandare al voto un comune perche’ siamo in maggioranza con Sel e’ matto. Non si tratta di mettere in discussione" le giunte esistenti "a livello locale, ma vinceremo le elezioni regionali anche senza di loro perche’ non abbiamo bisogno di esser ricattati sulla base dei voti".

In Parlamento "ogni settimana di ostruzionismo e’ un punto percentuale in piu’ per noi". "Ma noi – spiega Renzi – abbiamo il compito di portare a casa il risultato anche per loro, li stiamo difendendo a loro insaputa perche’ stiamo difendendo la credibilita’ della politica".

Scherzando sui senatori: “I nostri senatori meritano affetto e stima perche’ oltre a perdere il weekend sono in grado di riformare il Senato e loro stessi: quante battute sui tacchini che anticipano il Natale…".