Marò italiani all’estero, Santori (La Destra): venerdì in Aula mozione per richiedere rimpatrio

“E’ fondamentale che il Consiglio Regionale si esprima in maniera decisa sulla vicenda dei nostri militari trattenuti ingiustamente in India anche e soprattutto per esprimere vicinanza ai familiari dei due Marò che sabato  manifesteranno a Roma. Proprio venerdì il Consiglio Regionale discuterà la mozione sui due marò volta a rappresentare al Governo ed ai Ministri competenti l’assoluta necessità di non dimenticarli e di farsi garanti del rispetto della normativa internazionale ed ottenere quindi l’immediato rimpatrio dei nostri militari. Spero in un atteggiamento costruttivo e non ideologico della maggioranza di centrosinistra, nel rispetto di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, delle loro famiglie e dei tanti italiani che attendono il loro ritorno”, così annuncia in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio, primo firmatario della mozione, sottoscritta anche dai capigruppo Gramazio, Righini, Sbardella e Tarzia, che esprime la propria vicinanza ai due militari del San Marco trattenuti dalla magistratura indiana, e a tutti i militari italiani impegnati all’estero, in particolare quelli impiegati in servizi delicati quali le missioni anti-pirateria.

“Al di là del valore simbolico della richiesta contenuta nell’atto di esporre le gigantografie dei marò nei palazzi della Regione Lazio, vogliamo sottolineare l’esigenza di unire le forze politiche attorno a una questione che sta mettendo alla berlina la nostra classe dirigente di fronte al nostro popolo per l’ingiustizia che i due nostri militati stanno subendo da troppo tempo”, così conclude la nota di Fabrizio Santori, che ha annunciato la sua partecipazione alla manifestazione indetta dai familiari dei due marò per sabato 23 novembre a Roma.

MOZIONE

Oggetto: sostegno ai MARO’ e sensibilizzare il Governo ad intensificare le trattative per il loro immediato rientro in Italia

Il Consiglio Regionale del Lazio

Premesso che

i due militari italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, appartenenti al battaglione San Marco sono ancora  trattenuti in stato di fermo dalla magistratura indiana, dal 15 febbraio 2012,  con l’accusa di omicidio;

tale iniziativa della magistratura indiana appare contrastante alle norme di diritto internazionale, sia per la dinamica dell’accaduto, avvenuto in acque internazionali e su una nave di nazionalità italiana, sia per la natura giuridica dei militari che godono dell’immunità diplomatica.

Considerato che

non è mai stata provata la loro colpevolezza e che le azioni poste in essere dall’India nei confronti dei due militari italiani non sono conformi ai trattati internazionali vigenti in materia;

 

sono numerose le incongruenze sulla ricostruzione dei fatti ed evidenti i fallimenti nelle relazioni politiche e diplomatiche che hanno caratterizzato, negli ultimi 20 mesi, i governi italiani;

appare assolutamente necessario che il Governo italiano ponga in essere ogni iniziativa utile e risolutiva per giungere ad un immediato rilascio dei nostri militari, risolvendo prima e spiegando poi una situazione che con ragionevole probabilità poteva e doveva essere evitata, e per accertare, di concerto con le autorità indiane, la reale dinamica dell’accaduto;

Roma Capitale ha deciso la rimozione delle gigantografie dei due marò dal Campidoglio nonostante l’Assemblea Capitolina avesse approvato all’unanimità una mozione in data 12 marzo 2012 dove si rappresentava l’esigenza di sollecitare  il Governo ed i Ministeri competenti al fine di garantire il rispetto della normativa internazionale ed ottenere l’immediato rimpatrio dei nostri ragazzi.

Esprime

la propria vicinanza ai due militari del san Marco trattenuti dalla magistratura indiana, e a tutti i militari italiani impegnati all’estero, in particolare quelli impiegati in servizi delicati quali le missioni anti-pirateria.

Impegna il Presidente della Giunta Regionale

ad esporre le gigantografie dei due maro’ sui palazzi della Regione Lazio, non solo come gesto simbolico e di solidarietà nei confronti dei due militari connazionali, ma anche per rappresentare al Governo ed ai Ministeri competenti l’assoluta necessità di non dimenticarli e di farsi garanti del rispetto della normativa internazionale ed ottenere quindi l’immediato rimpatrio dei nostri militari.