Mi rivolgo al mio amico Roberto Pepe che nella lettera del 27 gennaio scorso espone la sua idea, sacrosanta, sul perchè i nostri due Marò sono ancora in India; io, a questo punto, vorrei sapere perchè solo dopo due anni una delegazione di ben 16 parlamentari è partita in missione in India. L’attuale ministro della Difesa si è così espresso: "affinchè persone innocenti abbiano il diritto di conoscere le accuse che gli vengono formulate e soprattutto di attendere a casa loro che si svolga il processo"; una dichiarazione che avrà fatto certamente tremare non solo l’India ma il mondo intero, tremare sì ma per le risate a crepapelle. Che spregiudicatezza nell’affermare certe cose!
Il Presidente della Repubblica, i due Governi interessati ed il Parlamento, ad eccezione del ministro degli esteri Giulio Terzi che si dimise per il vergognoso ed irresponsabile comportamento dell’esecutivo Monti, se ne sono fregati beatamente della faccenda per due anni; durante i quali hanno espresso solo dei bla bla molto flebili e nulla più. Siamo arrivati al punto che l’attuale ministro degli Esteri, che ha ereditato la vergognosa situazione, ospite di Radio 24 alla domanda "sulle relazioni diplomatiche più robuste da tenere", risponde, da ingenua educanda: "Non ho mai capito cosa voglia dire". Qualcuno avrebbe dovuto dire a Emma Bonino che se un ministro se ne esce con tale disarmante risposta non gli rimane altro che lasciare il posto a persone più competenti.
In due anni la nostra bistrattata Italia in questa incresciosa vicenda ha collezionato solo una figura indegna, si è ricoperta di ridicolo ed ha organizzato una gita in India, sperperando denaro pubblico, con il vano scopo di cercare visibilità, ma ha ricevuto quello che meritava: la delegazione è stata semplicemente ignorata dai colleghi indiani intenti a godersi i giorni di festa. L’Italia con le sue mezze tacche di governanti non ha ottenuto, per incapacità e/o per sporchi giochi ideologici, neppure un sostegno concreto dall’Ue ed dall’ONU, dispendiose ed inutili "baracche", delle quali facciamo parte, sborsando il dovuto, ricevendo "compitini" ed ordini e senza godere di una minima considerazione. Caro Roberto, altro che secchiate, la merda ce la tirano addosso a vagonate.





























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