Mafia Capitale, Toti (Fi): andare a elezioni è l’unica soluzione

"L’unica soluzione possibile e’ andare alle elezioni". Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia, in un’intervista al Messaggero, conferma la linea del voto subito come anno zero dell’amministrazione di Roma, travolta dagli scandali.

"Con volti nuovi e possibilmente puliti – aggiunge -. Una capitale commissariata sarebbe un pessimo segnale dato agli italiani come all’estero. E sarebbe incomprensibile se il prefetto Giuseppe Pecoraro decidesse di non sciogliere il consiglio comunale, visto che altrove e’ accaduto per molto meno. Dal canto suo, il sindaco Ignazio Marino ha dato ampia prova di non saper gestire nemmeno l’ordinaria amministrazione, figuriamoci questa crisi. Non vedo altra strada se non che tutti i partiti si assumano la responsabilita’ della soluzione, dimettendosi e lasciando scegliere ai romani il futuro della citta’. Non possiamo attendere che la magistratura faccia il suo corso, dobbiamo essere noi a dimostrare di aver compreso la gravita’ della situazione e delle conseguenze politiche che potrebbe produrre sul Paese. Serve un colpo di reni. Se Alemanno ha avuto condotte di rilevanza penale, lo decidera’ l’inchiesta. Di sicuro ha fatto errori politici e di valutazione molto gravi. Quando parlo di un colpo di reni, parlo di un’assunzione di responsabilita’ della politica, se non vogliamo che gli italiani disertino definitivamente le urne. Servono risposte nette. Torniamo al voto, con liste pulite, escludendo chiunque sia coinvolto in queste vicende, direttamente o indirettamente. Tolgano le mani dalla capitale".

"Matteo Renzi e’ stato durissimo – prosegue -. Parole condivisibili e che devono avere una conseguenza. Non puo’ essere Marino a portare la citta’ fuori da questo schifo. Ne’ la politica puo’ tirare per la giacca il prefetto per evitare lo scioglimento. La soluzione e’ quella delineata da Silvio Berlusconi. Se i partiti non daranno risposte adeguate in termini di rinnovamento, efficienza e moralita’, non ricostruiremo mai piu’ il rapporto tra i cittadini e i loro rappresentanti. La fiducia degli elettori non si recupera con le autorita’ anticorruzione tanto care a Renzi. Gli elettori in Emilia Romagna gli hanno gia’ dato un segnale. A Roma ora servono scelte concrete, non proclami. Facendo anche qualche scelta dolorosa. Qui non si tratta di abbandonare il solco del garantismo, pietra miliare dell’azione politica di Forza Italia, ma di riuscire a coniugarlo con una risposta credibile e doverosa al Paese. C’e’ una relazione diretta tra il taglio del rating e le politiche economiche improduttive e le riforme inattuate. Una politica incapace di dare alle persone risposte ai temi che riguardano le loro vite, dal lavoro ai servizi, e che ora offre pessimi esempi, come quelli romani. Acuendo la crisi sociale e la sfiducia nelle istituzioni".