Mafia Capitale, simbolo di un’Italia che affonda – di Leonardo Cecca

Come era prevedibile, tutti i pesci grossi di cui si parla in questi giorni nello scandalo che ha sconquassato la capitale si sono affrettati a dire che mai hanno conosciuto e visto il grande foraggiatore che, speculando soprattutto sugli immigrati, riceveva soldi dallo stato e finanziava i vari comitati, molti dei quali rossi. Sono però subito stati smentiti dalle foto comparse sui media che li ritraggono insieme al "burattinaio", sia in posa sia mentre stavano conversando. Quando scatti del genere riguardano personaggi non di sinistra, pertanto non acculturati, sono considerati alla pari del vangelo, ora invece, che ritraggono personaggi di sinistra, diventano poco sigificativi.

La parlamentare Bindi, grande oracolo dei cattocomunismi, si è affrettata a dire: “Tutti devono chiarire. Le foto non sono una prova di reato, a volte non sappiamo neanche con chi ci stanno fotografando…". Va bene, ma se uno si fa fotografare insieme ad un’altra persona come minimo una volta questa persona l’ha vista e magari ci ha scambiato qualche parola di cortesia e, pertanto, non può sostenere di non averla mai vista e/o conosciuta.

Ora che la Presidente della Commissione antimafia ha messo questi fondamentali paletti, speriamo che tutta la sinistra ne faccia uso. Purtroppo c’è il sacro ed intramontabile detto "passata la festa gabbatu lu santu". Da parte sua Renzi fa finta di niente, come è successo e succede per lo scandalo che ha investito la comunità "Forteto", caso che lo dovrebbe interessare se non altro poichè si è sviluppato nella provincia della sua città e per la gravità dei fatti, invece niente. Costui, confidando sul caos politico esistente dove tutti sono alla ricerca di uno sgabello, continua a chiacchierare di tutto e di niente, propone, dispone, cambia ed annulla allo stesso momento, incurante che la barca Italia stia affondando.