L’Italia è un Paese allo sbando – di Emanuele Esposito

A Berlusconi la magistratura ha riservato una corsia preferenziale, diciamo pure un processo lampo, per farlo fuori come leader politico, spina nel fianco di quella sinistra che peraltro senza i voti del Pdl oggi non potrebbe nemmeno governare. La macchina giudiziaria per lui si è mossa in tempi e in modalità da record, prima volta nella storia giudiziaria italiana. Ma succede anche che mentre ci auguriamo la stessa solerzia per altri casi similari, non possiamo fare a meno di notare che un tale Maradona, in giro per l’Italia a fare sfoggio del suo talento di evasore fiscale, viene ospitato con grande cordialità a “Che tempo che fa” da Fabio Fazio, e ha l’ardire di mandare letteralmente affanculo con il gesto dell’ombrello Equitalia e i 39 milioni di debito con lo Stato Italiano. Chissà quanto è stato pagato per dire cazzate in tivvù e farsi beffa del nostro Paese!

A un ex calciatore, distintosi in campo ormai vent’anni fa, tempi remoti per giustificarne la continua celebrazione, viene riservata una  vetrina del servizio pubblico pagato con i nostri soldi, e si ha pure la sensibilità di non disturbarlo con domande imbarazzanti; all’altro, che ancora rappresenta milioni di italiani, spetta la dura legge della gogna mediatica e di piazza per la stesso tipo di colpa. Così va il mondo, questo mondo di oggi che decide in tivvù chi è santo e chi è peccatore. Così va l’Italia, dove vince chi gioca e fa spettacolo e perde chi studia e lavora in silenzio.

Le parole di Visco sull’inutilità di una laurea conseguita da noi fanno riflettere: la nostra scuola superiore non produce cultura e competenze, è un centro di aggregazione più o meno piacevole per occupare il tempo dall’adolescenza alla giovinezza, niente di più. Si potrebbe spiegare anche così il gap generazionale che si attribuisce sempre alla gerontocrazia: la carenza di giovani preparati in grado di assumere ruoli di responsabilità non consente il ricambio nelle classi dirigenziali.

All’estero ci considerano dei buffoni e nessuno pensa ad investire in Italia, se non per comprare a prezzo stracciato, vedi Parmalat e tutte le aziende che stanno andando in mano agli stranieri. E’ un fenomeno che sta interessando anche il calcio, e fra qualche anno parleremo tutti cinese e arabo, visto che ormai la Sardegna se la stanno comprando gli Emiri del Qatar.

I politici ci vogliono far credere che in Italia si intravede una luce, la ripresa, ma de che? Il discorso sugli Italiani nel mondo è pure storia nota: i nostri rappresentati non SERVONO a nulla o meglio SERVONO le segreterie di partito che a loro volta SERVONO i poteri forti (basta vedere chi c’è dietro a Renzi per capire). I giovani che valgono stanno scappando e alla Boldrini che vorrebbe farli tornare a casa rispondono: se torno in Italia torno da clandestino, verrò trattato meglio. Anche agli amici del MAIE do un consiglio: o si cambia strategia politica o è meglio non perdere tempo e salvare la faccia. Tornandosene tutti a casa.