L’Italia dello spreco, opere incompiute o fatte male – di Antonio Gabriele Fucilone

Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture, in Italia ci sono 868 opere pubbliche incompiute. Questi dati non tengono conto delle opere che invece sono state completate ma che si sarebbero potute fare meglio e più celermente. Prendiamo, ad esempio, l’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Tanta parte di quell’autostrada è oggi ammodernata e (finalmente) è un’autostrada degna di questo nome. Tuttavia, il suo ammodernamento si sarebbe potuto fare con più efficienza, più celermente, con meno costi e con meno impatto ambientale.

Per esempio, l’autostrada è a tre corsie fino a Sicignano degli Alburni (Salerno) e da lì diventa a due corsie, anche se bene ammodernata. Non si sarebbe potuto fare un’autostrada a tre corsie fino a Reggio Calabria?

Nei tratti pianeggianti sarebbe bastato ampliare l’autostrada in sede senza ridurre le carreggiate (come si sta facendo all’Autostrada A14 Bologna-Taranto) e nei tratti montuosi (con molti ponti, viadotti e gallerie) si sarebbe potuta costruire solo una carreggiata a tre corsie per una direzione e per l’altra si sarebbe potuto riqualificare interamente la vecchia sede stradale, come avviene per il tratto Barberino del Mugello-Firenze nord dell’Autostrada A1 Milano-Napoli.

Questo avrebbe ridotto i disagi per il traffico (visto che con il metodo implementato attualmente ci sono stati scambi di carreggiata) e avrebbe ridotto i costi e l’impatto ambientale. Infatti, non ci sarebbero state tante dismissioni e di conseguenza non ci sarebbero stati costi aggiuntivi di demolizioni di tratti dismessi. Inoltre, ci sarebbe stato un ridotto impatto ambientale, poiché non sarebbero state realizzate porzioni intere di autostrada. Invece, si è fatto diversamente.

L’Italia è il Paese che ha tante opere incompiute o da mettere a posto. Per esempio, nella Provincia di Mantova vi è il ponte sul Po che collega i Comuni di Bagnolo San Vito a San Benedetto Po, il quale ha problemi di staticità, così come in Sicilia vi è il viadotto "Himera" , che nell’aprile 2015 ha ceduto. Sempre in Sicilia, sull’Autostrada A20 Messina-Palermo, vi è la galleria "Madonna dei Tindari" che ha problemi di staticità. In Italia non c’è una visione complessiva ma si va avanti per settori e soprattutto si fanno le cose solo quando ci sono problemi grossi e non prima che questi ultimi si verifichino. Questo è male.