Lingua italiana come ponte tra le culture del Mediterraneo

"La lingua italiana sulla frontiera. Italiano, ponte tra le culture nel Mediterraneo": questo il titolo del seminario organizzato dalla Comunità radiotelevisiva italofona in occasione del Semestre europeo a guida italiana, con il sostegno della Rai e ANSAmed mediapartner. Il messaggio del convegno è chiaro: la lingua italiana come ponte di comprensione e di dialogo grazie ai valori e alla ricchezza di cui è portatrice.

L’obiettivo del seminario, partendo tanto dalle differenze esistenti nell’area del Mediterraneo quanto dalle importanti affinità di storia, di cultura e di interessi che la caratterizzano, è di riuscire a individuare percorsi che consentano alla lingua italiana di farsi nuovamente veicolo di conoscenza e di dialogo per concrete iniziative comuni.

Il seminario, dopo la prima sessione di giovedì, continuerà venerdì con il tema "Perchè conoscere l’italiano è un plusvalore?".

Mario Giro, sottosegretario del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, in un video messaggio di saluto spiega: "La lingua italiana ci insegna a guardare il mondo con occhi nuovi, ci insegna una nuova geografia del mondo: questo è importante in un momento in cui le lingue possono anche dividere". "Noi – continua Giro – dobbiamo sapere di essere portatori di un patrimonio ricco di risorse culturali e con una forza espressiva e interna legata alla storia e alla cultura".

Giro ricorda che sono "centinaia i ragazzi nella sponda sud del Mediterraneo che studiano la nostra lingua" e che "dobbiamo essere orgogliosi di questo". "C’è molta richiesta di italianità nel mondo – conclude il sottosegretario -, dove la Comunità radiotelevisiva italofona è la principale protagonista".

Loredana Cornero, segretario generale della Comunità radiotelevisiva italofona, dice: "La nostra è un’associazione che unisce e che fa rete, noi vogliamo essere un ponte tra l’Italia e chi parla italiano all’estero e ci proviamo con iniziative che raggiungono le comunità italiane nel mondo". Secondo Cornero "l’italiano può essere ancora un ponte tra culture nel Mediterraneo, non deve essere considerata una lingua superata dalla potenza della globalizzazione, ma una lingua ricca e attuale che deve trovare nuove idee per essere rilanciata nel segno di un valore condiviso".

Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, pone l’attenzione sulla "dignità della nostra lingua". Secondo Marazzini dobbiamo "sottolineare i punti di forza, superare il complesso di inferiorità e di istintiva sfiducia" mantenendo però "un senso critico e avendo consapevolezza dei nostri limiti".