Libro del giorno: fragile, romantica, assoluta Oriana

Fragile, romantica, assoluta. In questi pochi tratti delineati da Francois Pelou, il giornalista francese che la Fallaci conobbe in Vietnam e al quale fu legata per alcuni anni, c’e’ forse il volto piu’ vero dell”altra’ Oriana, la giornalista e scrittrice piu’ famosa del ‘900, coraggiosa e leale, libera e tenace, anarchica e antidogmatica, discussa e controversa, capace di grandi slanci e di violente arrabbiature, ma anche donna dolce, a tratti perfino sottomessa, che solo con gli anni accettera’ la solitudine sentimentale.

Sorprendente e’ l’Oriana che negli anni ’50, appena tornata da Hollywood, si innamora di Alfredo Pieroni, corrispondente da Londra per la Settimana Incom illustrata. Dalle lettere ad Alfredo emerge una donna che sogna la vita di coppia, si dice disposta ad abbandonare tutto, si umilia e si cancella. Assai vulnerabile, nel corso di questa relazione finisce con il perdere un figlio e quasi la sua stessa vita. Piu’ tardi, nel 1966, dopo aver perso il secondo figlio, scrive Lettera a un bambino mai nato, che andra’ alle stampe solo nel 1975, nel pieno del dibattito sulla legge sull’aborto, approvata tre anni dopo. Il Vietnam e’ una svolta nella vita di Oriana: qui, nel 1967, nasce la Fallaci reporter di guerra, "arrabbiata davanti alle ingiustizie della storia".

Quando arriva a Saigon, le dicono che per lavorare bene in citta’ deve conoscere Francois Pelou, direttore dell’Agence France-Presse locale: 42 anni, veterano del giornalismo internazionale, da’ ad Oriana consigli preziosi per le prime missioni al fronte. Da lui impara che "la guerra e’ come il pugilato, brutale ma alla lunga affascinante, perche’ permette di vedere l’uomo in tutta la sua purezza, nel coraggio e nella paura". Oriana resta legata a Francois fino al 1973: gli dedica poesie, ne ammira il pensiero indipendente, la cultura solida, l’etica rigorosa. Ma Francois e’ sposato ed e’ cattolico e decide di non divorziare. Oriana impacchetta tutte le loro lettere e le manda alla moglie. Da allora non vorra’ piu’ vederlo. Nel 1973, il 23 agosto, Oriana incontra per la prima volta Alekos Panagulis. Lui e’ appena stato liberato dalle carceri greche e lei deve intervistarlo per L’Europeo. L’uomo incarna tutto quello in cui la Fallaci crede: il coraggio fisico e morale, l’ossessione per la liberta’, la lotta contro il potere. Alekos le offre una nuova causa, ma anche un grandissimo amore che la scrittrice consegnera’ alla leggenda con il romanzo Un uomo, pubblicato nel 1979, tre anni dopo la morte di Panagulis. L’ultimo amore di Oriana e’ Paolo Nespoli, oggi astronauta, conosciuto a Beirut nel 1983. "Avevo giurato che mai piu’ avrei toccato un uomo. Poi ho incontrato te", gli scrive, pur nella consapevolezza che il loro rapporto e’ destinato al fallimento. Nella biografia di Cristina De Stefano, giornalista e scrittrice che vive e lavora a Parigi – e che non ha mai incontrato la Fallaci, ma l’ha cercata nella sua opera, nelle interviste agli amici, nei documenti inediti forniti dagli eredi – c’e’ anche l’Oriana che ti aspetti. La staffetta partigiana che accanto al padre impara la ribellione al potere.

La studentessa che all’esame di maturita’ sceglie il tema ‘Il concetto di patria dalla polis greca a oggi’ ma critica il fatto che la patria, concetto che muta continuamente, sia stata preferita alla ‘liberta”, concetto eterno. C’e’ la giornalista che inizia ad occuparsi di cinema e mondanita’ per diventare poi, con la Rivoluzione ungherese, testimone e ‘soldato’ per la liberta’ e la giustizia. Quella delle interviste fiume con la storia, quella che contraddice Kissinger e si toglie il chador davanti a Khomeini, ‘sfida’ il generale Giap e definisce Gheddafi "un idiota pazzo", vuole ‘subito bene’ a Golda Meir e causa un incidente diplomatico tra Pakistan e India provocando il primo ministro pachistano Ali Bhutto con alcune frasi della sua nemica storica, Indira Gandhi. L’Oriana delle interviste mancate, come quella a Giovanni Paolo II al quale avrebbe chiesto, tra l’altro, ‘C’e’ una cosa che non capisco: lei esige il disimpegno politico dai sacerdoti dell’America Latina ma non dai sacerdoti della Polonia?’. L’Oriana che dichiara pubblicamente di avere il cancro e che esce dall’isolamento degli ultimi anni dopo l’11 settembre. Per gridare la sua rabbia contro l’Islam interrompe anche il vecchio progetto di un romanzo sulla sua famiglia, che uscira’ postumo con il titolo Un cappello pieno di ciliege. Quello che mamma Tosca portava in un giorno di fine estate del 1928, quando incontro’ per la prima volta papa’ Edoardo Fallaci. Oriana venne concepita qualche tempo dopo, durante una gita sul monte Morello e nasce a Firenze il 29 giugno 1929. Muore nella notte tra il 14 e il 15 settembre 2006, in una stanza della clinica Santa Chiara da cui – come ha chiesto – si vede tutta la sua citta’.

CRISTINA DE STEFANO ‘ORIANA, UNA DONNA’ (RIZZOLI, PP. 312, 19,00 EURO).