L’EX MINISTRO | Dazi, Frattini: “Perché il parmigiano e non lo champagne?”

“Nella lista si vede una doppia valutazione: colpire selettivamente quel prodotto tipicamente italiano piuttosto di quell’altro che magari è belga e olandese”

L’ex Ministro degli Esteri Franco Frattini, presidente della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale – SIOI, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sui dazi americani nei confronti dei prodotti italiani ha detto: “Pochi hanno spiegato che questa decisione nasce come conseguenza di un’autorizzazione esplicita che è stata data dal WTO in quanto l’Airbus con aiuti di Stato avrebbe ottenuto aiuti di Stato che non sarebbero stati dovuti e quindi l’Usa avrebbe diritto a recuperarli attraverso i dazi. E’ la dimostrazione di quanto sia carente l’organizzazione del WTO. Non capisco perché i produttori di parmigiano italiano debbano pagare il costo di questa presunta violazione. Non si può consentire che vengano penalizzati prodotti che con questa presunta violazione di Airbus non c’entrano nulla. Dall’autorizzazione a mettere 7 miliardi di dazi poi si passa alla lista dei prodotti”.

“Perché il parmigiano e non un prodotto francese come lo champagne? Nella lista si vede una doppia valutazione: colpire selettivamente quel prodotto tipicamente italiano piuttosto di quell’altro che magari è belga e olandese. Se io metto questo dazio sul formaggio favorisco i produttori americani di parmesan e io da ministro degli esteri ho combattuto per combattere il marchio parmesan. Quindi hanno dato un segnale all’alleato che ti mette in imbarazzo con la Cina e fai anche un favore ai produttori di parmesan americano, prende due piccioni con una fama”.

“E’ positivo per Trump, ma è sbagliato per le alleanze degli Usa. E’ sbagliato colpire così duramente un alleato come l’Italia che è stato sempre leale, tanto da mettere i dazi alla Russia rimettendoci sul piano dell’agricoltura. L’Italia dovrebbe dire: ‘sapete che c’è? Questi dazi americani colpiscono l’agroalimentare italiano. O ci levate i dazi sul parmigiano, o noi mettiamo il veto sul rinnovo delle sanzioni alla Russia’. Io non sono contrario all’accordo con la Cina sulla nuova via della Seta, ma ci dovrebbe essere già in vigore una norma sul golden power, si può fare l’uno e l’altro”.