"C’è una notizia che ci aspettavamo e siamo felici di riuscire a dare, dimostra che l’Italia è un paese affidabile: il Kuwait ha deciso di investire in un colpo solo 500 milioni nel nostro Paese, ha creduto nella stabilità e nella fiducia verso l’Italia. Sono tanti soldi per superare anche i problemi di credit crunch. Fuori dall’Italia credono in noi e lavorando i risultati si raggiungono. Sono fondi che creeranno lavoro": il presidente del Consiglio Enrico Letta a Kuwait City chiude la missione di quattro giorni che l’ha portato in Emirati Arabi Uniti, Qatar e Kuwait annunciando che il Fondo Kia del Kuwait, uno dei primi al mondo, investirà 500 milioni di euro nel Fondo strategico italiano, una holding di partecipazioni creata per legge il cui azionista di controllo è la Cassa depositi e prestiti (80%), mentre azionista di minoranza è Banca d’Italia (20%) e il cui capitale è aperto ad altri investitori istituzionali, italiani o esteri. Dall’estero il premier ne approfitta per togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa, sottolineando che gli accordi siglati nel Golfo "sono la migliore risposta al disfattismo imperante del nostro paese" e che "fuori dall’Italia credono in noi".
Il premier si riferisce agli industriali italiani: "Spero che Confindustria accolga quello che è successo in questi giorni" e "dia segnali di fiducia e non solo di disfattismo". Ma c’è anche una stoccata che sembra rivolta al segretario del Pd Matteo Renzi: "Parlano i fatti e non i discorsi. Sento molti ragionamenti, tra politica interna e politica estera: questa – dice il premier riferendosi agli accordi siglati nel Golfo – è politica interna, economica, industriale. Il Paese oggi è il mondo, non si ferma ai confini nazionali".
Inoltre, il premier dice di tornare a Roma "dopo questi giorni nel Golfo ancora più determinato che la strada intrapresa per fare ripartire il nostro paese è quella giusta: ne parlerò nelle discussioni che avremo con alleati, dentro il Pd e i nostri partiti". Intanto, il presidente del Consiglio conferma la sua partecipazione alla Direzione del Pd di giovedì: "Certo che andrò alla Direzione del Pd, lo avevo annunciato, è il mio partito". Replica alle parole di Letta il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, spiegando nel corso di un’audizione presso la commissione bicamerale per la Semplificazione che Viale dell’Astronomia rivendica il "diritto-dovere di dire chiaramente quello che serve in questo momento per far ripartire il Paese", garantendo comunque una piena disponibilità "a dare la massima collaborazione ed ad accettare ogni tipo di confronto".






























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