Legge elettorale, Renzi: la svolta è a un passo, cambierà il Paese

Italy's Prime Minister Matteo Renzi arrives for the second day of the G7 summit at the European Council headquarters on June 5, 2014 in Brussels. AFP PHOTO / GEORGES GOBET

Giorgio Napolitano sta per lasciare il Quirinale? Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un colloquio con La Stampa, spiega: “Io continuo a sperare che il Presidente resti ancora a lungo lì dov’è. Ma questa è, appunto, una speranza: per il resto, come ha già ribadito, sarà Napolitano a decidere il come e il quando, in assoluta e legittima libertà. Nessuno può aver dubbi che qualunque decisione sarà improntata, come sempre da parte del Presidente, al rispetto delle Istituzioni e delle attese del Paese. Nessuno può permettersi di tirare per la giacca Giorgio Napolitano. E dunque spero che non sia inteso così quello che per me resta un grande sogno: e cioè che possa esser lui ad inaugurare il prossimo Expo".

Sulla riforma del mercato del lavoro "Orfini e Speranza mi hanno chiesto di dare un segnale distensivo, di disponibilità, e io l’ho dato", ma "se si giocasse ad allungare i tempi, metteremo la fiducia sul testo che uscirà dalla commissione".

Legge elettorale: "Sul premio che passa dalla coalizione alla lista e sulla soglia d’ingresso al 3% c’è già l’accordo della maggioranza di governo. Berlusconi resiste su entrambe le questioni e deciderà cosa fare, ma la riforma noi possiamo approvarla lo stesso. È possibile che alla fine Forza Italia decida di votare no all’emendamento che trasferisce il premio dalla coalizione al partito e che si astenga sulla legge, ma sono dettagli. Botta in testa. E’ quella che qualcuno voleva – anzi, vorrebbe – che io dessi a Berlusconi, a proposito di legge elettorale e magari non solo. Ma onestamente non ne vedo la ragione, perchè ormai l’accordo c’è.  La svolta è a un passo, e vedrete: cambierà il Paese".

"Agli esponenti del Nuovo Centrodestra dico che il prossimo vertice di maggioranza si farà nella tarda estate o nell’autunno del 2017. Per loro, del resto, questo non può rappresentare una sorpresa. L’altra sera, quando sono venuti in venti a Palazzo Chigi, gliel’ho detto: ragazzi, non ci prendete gusto, questo è il primo vertice che facciamo in otto mesi, ed è anche il penultimo…".