La riforma elettorale continua la propria corsa dopo l’accordo Renzi-Berlusconi: nonostante le barricate annunciate dai bersaniani e da Ncd sulle preferenze, e dai piccoli partiti sulla soglia di sbarramento, il testo illustrato lunedi’ da Renzi sara’ formalizzato nelle prossime ore in commissione affari costituzionali, che lo votera’ e il 29 gennaio lo portera’ in Aula.
La battaglia ora si sposta quindi in commissione dove pero’ difficilmente ci saranno modifiche, a meno di un inaspettato nuovo accordo di Pd, Fi e Ncd che ridefinisca un nuovo equilibrio. Scenario, questo, inviso al segretario democrat che ancora oggi – dopo lo ‘strappo’ con Cuperlo – torna ad avvertire che "se si rimette tutto in discussione salta tutto". Stamani, intanto, Emanuele Fiano, capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali, ha illustrato la proposta annunciata lunedi’ da Renzi.
Nella discussione e’ subito intervenuto il bersaniano Alfredo D’Attorre, che ha contestato l’impianto e soprattutto i listini bloccati senza le preferenze, annunciando emendamenti. Ma dagli "emendamenti di corrente" ha preso le distanze Matteo Orfini, esponente dei "giovani turchi". E pro-preferenze si sono schierati numerosi esponenti di Ncd. Il ministro Gaetano Quagliariello, sempre in commissione, ha sollevato dubbi di costituzionalita’ su un premio di maggioranza che sarebbe "sproporzionato"; inoltre e’ problematica la soglia di sbarramento al 5%: in una ipotesi un po’ di scuola potrebbe accadere che in una coalizione vincente, se tutti i partiti minori non superano il 5%, il partito maggiore si vedrebbe assegnati da solo il 55% dei seggi. Quindi il ministro ha auspicato un testo "piu’ solido". Il relatore Francesco Paolo Sisto (FI), domani pomeriggio presentera’ formalmente il testo, che poi sara’ votato come testo base della commissione, sul quale potranno essere presentati emendamenti venerdi’.
Il congresso di Sel sabato e domenica impedira’ alla commissione di lavorare nella fine settimana, quindi il voto sugli emendamenti avverra’ lunedi’ e martedi’ in modo da portare in Aula il testo mercoledi’ 29 gennaio. Alle obiezioni ha risposto Renzi: "ciascuno ha dovuto mollare su alcuni punti: Berlusconi sul ballottaggio, Alfano ha chiesto di non fare la ripartizione circoscrizionale ma quella nazionale. Io ho mollato sulle preferenze perche’ Berlusconi non le voleva: le avrei volute, al contrario di quella parte del mio partito che ora le vuole e in passato aveva fatto dichiarazioni diverse".
Insomma, in nottata si trattera’ ancora e specie Ncd e i piccoli partiti cercheranno di strappare qualcosa, ma se non ci sara’ l’accordo di tutti non ci sara’ da aspettarsi novita’ domani da Sisto. "Piu’ di cosi’ non potevo fare – ha detto Renzi – se no chiamate Goldrake". I piccoli partiti hanno anch’essi levato la loro voce, con Gregorio Gitti (Popolari per l’Italia), Enrico Zanetti (Scelta civica) e Antonio De Poli (Udc). Ma Renzi li ha liquidati come ha fatto lunedi’ con Cuperlo: "Dico che il giochino e’ interessante. Con tutto il rispetto, si mette la soglia di sbarramento proprio per evitare il ricatto dei partitini. I partitini si arrabbiano? Si arrangiano".
































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