Tre interviste a radio e tv, un’ apertura spiazzante ai Radicali e un amo lanciato verso i Fratelli D’Italia, che minaccerebbero di sfilarsi, contrapponendogli un loro nome, forse Giorgia Meloni, nella corsa alla presidenza della Regione Lazio. Francesco Storace, al primo giorno da candidato ufficiale del centrodestra, non e’ stato con le mani in mano. ‘Vinceremo inaspettatamente come nel 2000 – ha affermato – Sto otto punti sotto Zingaretti? Per vincere puo’ bastare il 36%. Vorrei un dibattito con lui’.
Intanto, salvo ulteriori sorprese, almeno un paletto sembra essere stato fissato: si eleggeranno 50 consiglieri. L’ha deciso il Tar, dicendo no alla sospensiva richiesta da Radicali, Verdi, Socialisti riformisti e Movimento cittadini e lavoratori. Dato il garbuglio normativo e la delicatezza della situazione, scrivono in buona sostanza i giudici, prevale ‘la necessita’ di non pregiudicare le esigenze di certezza inerenti al procedimento elettorale’, che deve basarsi ‘su regole chiare che non mutino in corso’.
I Verdi hanno annunciato ricorso al Consiglio di Stato, mentre i Radicali sono orientati a non proseguire nei ricorsi, ma avvertono: ‘La possibilita’ che le elezioni siano annullate e’ concreta’. ‘Un altro passo che aiutera’ a costruire certezze per andare a votare – ha affermato invece il candidato del centrosinistra Nicola Zingaretti – Andiamo avanti con grande serenita’, togliendo l’immagine di una istituzione famosa per corruzione e disservizi’. Su Storace Zingaretti e’ diplomatico: ‘Faccio gli auguri a tutti i candidati. Ben venga un confronto di idee tra tutti i candidati, perche’ sara’ utile’.
Marco Miccoli, segretario del Pd Roma, e’ piu’ aggressivo: ‘E’ chiaro a tutti che Storace rappresenta il migliore candidato perdente possibile’. E vari esponenti del Pd e del centrosinistra hanno attaccato Storace giudicandolo una minaccia alla legge 194 commentando la sua presa di posizione in tema di aborto: ‘Noi proteggiamo la vita dal suo concepimento. Da qui a dire che si ribaltano i diritti acquisiti ce ne passa’. Di certo l’ex governatore deve recuperare terreno in poco tempo: ‘Va costruita la coalizione – ha spiegato – partendo dalle forze in campo per la battaglia nazionale’. E ai rampelliani, cioe’ agli esponenti di Fratelli d’Italia che minacciano una corsa isolata, manda infatti un segnale di apertura: ricuciamo subito, facciamo campagna assieme. Ma Giorgia Meloni, per ora, non chiude all’ipotesi di una sua corsa: ‘La mia candidatura alla presidenza della Regione Lazio e’ un’opzione che stiamo valutando’.
Ma oggi Storace ha lanciato, a sorpresa, un amo anche verso i Radicali, in polemica con Zingaretti per la non ricandidatura dei consiglieri uscenti: ‘Offro loro un apparentamento tecnico, un taxi per permettere loro di essere in Consiglio. Non devono votarmi come presidente, non devono sottoscrivere il programma’. E i pannelliani ci stanno pensando seriamente: ‘Lui non teme il nostro controllo, e’ piu’ attento di Zingaretti alle esigenze della rappresentanza democratica’ ha detto il capogruppo uscente Giuseppe Rossodivita.
Da parte del Pdl, comunque, e’ coro di si’: si’ dall’area FI (Sammarco, Abbruzzese, Cangemi, Santini), si’ dagli augelliani (Malcotti, Prestagiovanni), si’ da Renata Polverini e dal suo capogruppo Mario Brozzi, si’ anche dal Per di Olimpia Tarzia. E Gianni Alemanno, che Storace accusava di remargli contro? Il sindaco di Roma e’ tornato a negare oggi che ci fossero ‘veti o dubbi’ ma ‘solo la volonta’ di vagliare tutte le ipotesi. Il partito ha scelto e si parte, questa campagna puo’ essere vincente. Storace e’ un combattente – ha concluso Alemanno – ci sara’ tutto l’appoggio e la collaborazione del centrodestra’.
































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