Landini (Fiom), ‘io e Renzi simili? Sì, vogliamo scardinare gli apparati’

“Penso ci sia bisogno di cambiare il sindacato e penso che ci sia bisogno di fare una battaglia per renderlo più democratico”. Così risponde Maurizio Landini, segretario generale della FIOM, intervistato ai microfoni di Mix 24, il programma di Radio 24 ideato e condotto da Giovanni Minoli, alla domanda del conduttore “Se le dicono che lei è il Renzi del sindacato perché, come lui, vuole scardinare gli apparati, su questo punto è d’accordo?” Landini risponde: “In questo senso sì. Le cose che sto facendo vanno in questa direzione”. Nella direzione di Renzi, precisa Minoli.

E parlando della liberalizzazione di fatto del contratto a termine per 36 mesi proposta dal governo Renzi, Landini risponde a Mix 24: “Non penso che i contratti a termine siano il modo utile di partire per affrontare la situazione di una riforma del mercato del lavoro che va fatto. Uno non può aspirare a fare il precario tutta la vita”. E continua: “Perché a quel punto lì la prospettiva è il contratto a termine. Se un giovane con un contratto a termine va in banca, il mutuo non glielo danno. Essere sempre precario, essere sempre a termine, e quindi sotto il ricatto che non sai se lavori o no, alla lunga secondo me non funziona. Si è parlato del contratto unico, allora bisogna decidere che cosa si fa. Non si possono aumentare il numero dei rapporti di lavoro, in Italia ce se sono anche troppi”.

Sui prepensionamenti nella pubblica amministrazione ipotizzati dal Ministro Madia per aprire ai giovani: “Bisognerebbe fare i prepensionamenti anche nel privato. Aver portato l’età pensionabile a 70 anni e poi dire che si fanno i prepensionamenti fa ridere. Il problema è abbassare l’età pensionabile”. “Abbassino l’età pensionabile come hanno fatto in Germania. La follia è avere fatto una riforma delle pensioni a 70 anni. Certo che aumenta la disoccupazione” – aggiunge – “Ha cancellato le pensioni di anzianità e non c’è futuro per i giovani. È la riforma delle pensioni in quanto tale che va rimessa in discussione. E oggi c’è il problema non solo nel pubblico ma anche nel privato di fare andare in pensione la gente dopo 40 anni di lavoro”.