La piaga della corruzione, ma le istituzioni funzionano bene? – di Antonio Gabriele Fucilone

La corruzione, la mafia e l’evasione fiscale sono tre piaghe per il nostro Paese. Esse vanno condannate senza se e senza ma. Anche il Papa l’ha detto e ha fatto non bene, ma di più. Però, bisogna dire anche un’altra cosa. Questi tre problemi hanno un punto in comune: il malfunzionamento delle istituzioni. Prendiamo, ad esempio, l’evasione fiscale. Qualche giorno fa, ero alla sede del comitato di paese di Roncoferraro per dare una mano ai preparativi per la "Festa del Pesce", festa di paese che si fa in maggio. Uno dei fornitori era venuto e aveva detto: "Quando un imprenditore paga le tasse sta bene. Se non le paga è in debito".

Queste parole sono veritiere e molti dei nostri imprenditori sono vessati da tasse e balzelli e debbono destreggiarsi in una burocrazia elefantiaca. Molto spesso, gli imprenditori sono costretti a scegliere se pagare delle tasse o non licenziare i dipendenti.

Riguardo alla mafia, va detto che essa è forte per la debolezza delle istituzioni. Non si è ancora capito che alla mafia non interessa tanto il business, quanto il potere. Ergo, quando l’istituzione non funziona come si deve (con la burocrazia, tassando i cittadini oltre la misura e con varie carenze) si crea un vuoto che la mafia non esita a cercare di colmare. Solo un’istituzione che funziona bene riesce a contrastare la mafia.

Lo stesso vale per la corruzione. Essa è un espediente. Per esempio, un cavillo burocratico impedisce di fare una determinata cosa. A causa di questa burocrazia prolissa, diventa facile trovare un burocrate compiacente e pronto a farsi corrompere. La mafia, la corruzione e l’evasione fiscale sono tre piaghe. Però, per debellarle, non basta fare i "giacobini". Bisogna che tutti, cittadini ed istituzioni collaborino perché esse siano contrastate. Alle istituzioni servono riforme serie. Chi è al loro interno avrà il coraggio di farle?