La Lega di Salvini senza il Nord, Bossi: “Una cagata pazzesca”

Per il Senatur Salvini “fa male i calcoli”. E intanto Reguzzoni suona la carica, “ora tutti in Grande Nord, solo noi per il federalismo”

Matteo Salvini e Umberto Bossi

Matteo Salvini lo ha annunciato nelle scorse ore: alle prossime Politiche sulla scheda elettorale ci sarà solo il nome Lega, senza la parola “Nord”. Una Lega che il leader delle camicie verdi vuole trasformare in partito nazionale e non solo legato alla Padania. Operazione non poco rischiosa, in realtà, visto che il Carroccio è sempre stato un partito identitario, legato al territorio. Salvini sta rischiando grosso. Il risultato delle elezioni siciliane potrebbe essergli di aiuto, se fosse a suo favore. Al contrario, potrebbe rendergli le cose assai difficili in vista delle prossime elezioni nazionali.

Intanto, chi non si esime dal dire la propria è Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord, che al Foglio ha dichiarato: “Salvini sta facendo una cagata pazzesca”. Per Bossi l’attuale leader Matteo Salvini “fa male i calcoli”. O la va o la spacca? “La spacca”, mormora Bossi. “La nostra gente è qua – ha detto con tono cupo il Senatur – i nostri voti sono qua e sono sempre stati qua, cioè al Nord”.

Questo il clima dalle parti dei leghisti. E c’è anche chi si porta avanti con il lavoro e lavora per riempire il vuoto politico che si potrebbe creare nel Settentrione d’Italia. La Lega abbandona il Nord? Ecco Grande Nord, di Marco Reguzzoni.

“Ho sempre creduto nelle ragioni del Nord e ho lasciato la Lega dopo 29 anni perché aveva abbandonato le proprie origini. Ai miei amici che sono rimasti dico che le nostre idee meritano di essere portate avanti con coraggio e passione. Noi ci crediamo, e nella Confederazione GRANDE NORD c’è posto per tutti. Oggi la decisione di Salvini di cambiare il nome della Lega decidendo di togliere “Nord” ufficializza una linea nazionale, incompatibile con le nostre origini. Da oggi, il federalismo, l’autonomismo e l’indipendenza hanno il nome di GRANDE NORD”. I vuoti in politica si riempiono sempre.