La Lega antipolitica di Salvini, contro Europa e immigrati – di Ricky Filosa

Anche le elezioni regionali registrano il preoccupante avanzare dell’astensionismo. Tutti i commentatori, come se fossero passati anni dalle europee, attribuiscono la disaffezione allarmante alle ultime scelte del governo aspramente contestate da più parti. Lanciano i loro strali nella stessa direzione e applaudono in coro all’astro nascente Matteo Salvini.  

Un’analisi meno frettolosa e più meditata potrebbe servire in realtà a far luce su un dato che rimane misteriosamente occultato (o quasi) dai media, almeno da quelli televisivi. Oltre al centrodestra frazionato e frastornato dal cupio dissolvi del suo azionista principale, è il movimento di Grillo il perdente vistosamente abbandonato dal suo popolo. Con un 25 per cento guadagnato e sperperato in poco tempo, l’affidabilità dei Cinque Stelle rispetto al cambiamento promesso a gran voce è andata al macero. Il blog dell’ex comico trova subito come ribaltare in rete la sua clamorosa sconfitta, ma anche lui sa bene che i voti della protesta e della rabbia se li è presi tutti Salvini, sia da destra che da sinistra. Esattamente come è successo con Grillo ai tempi (ormai lontani) della traversata dello Stretto di Messina, i voti della pancia degli elettori, voti drenati da destra e da sinistra, sono stati risucchiati dalla Lega antieuropea, antirenziana, antipolitica.

Poichè da tempo si proclama la fine delle ideologie come se equivalesse alla fine degli ideali, molti cittadini hanno seguito la nuova narrazione di Salvini più attenta ai bisogni soggettivi e spesso egoistici. Dinanzi a un governo che parla dell’Italia, si è scelto di ascoltare chi parla di territori e di localismi vari. Pensando che possa realizzare quello che promette. Ma, come nessun uomo è un’isola in sé completa, così non si può pensare a un paese o una città chiusa nel suo guscio e scollegata dagli altri. A maggior ragione l’idea di uno Stato isolato dal resto del mondo e ritiratosi su se stesso, con moneta propria e confini inaccessibili, è non solo balzana, specialmente oggi, ma semplicemente fallimentare.

L’autarchia mussoliniana? Oggi? Pura follia. Una mente lucida non può inseguire progetti insensati. E discutere principi non negoziabili.

Etichette o no, ci sono dei valori e delle idee che sono tradizionalmente di destra o di sinistra. E se Salvini è certamente la locomotiva più potente a destra, in questo momento, è anche vero che tanti moderati, tanti che nonostante tutto vogliono continuare a ragionare e a tifare Italia ed Europa, non si rivedono nel Matteo padano. E per questo votano Renzi. L’effetto Renzi non solo ha spaccato il Pd, ma anche il centrodestra. Dunque, è tutto da ripensare e da rifare. Anche e soprattutto in Forza Italia. Dopo il flop elettorale, gli azzurri si guardano in casa e cercano il rinnovamento, ma non sono mai capaci di metterlo in pratica davvero. Batosta dopo batosta, speriamo arrivi la volta buona.

Perché a molti piace la grinta di Salvini in temi come l’immigrazione, ma si spaventano quando parla di abbandonare l’euro e l’Europa. Bisogna guardare al futuro, ai prossimi trent’anni. Questo fa un vero leader. Davvero pensiamo di essere più forti come Italia che come Europa? Davvero pensiamo di avere più peso nel mondo come singolo Stato che come parte di un continente intero? Davvero crediamo che con il ritorno alla lira tutto si risolva? Forse che quando c’era la lira non esisteva il classico "non si arriva a fine mese?". Sono interrogativi che pongo. Non ho risposte. Ma continuo a riflettere. Personalmente? Continuo a sognare gli Stati Uniti d’Europa, questo sì: una sola politica, una sola moneta, una banca centrale come gli Usa, un solo esercito…

Twitter @rickyfilosa