La giustizia in Italia? C’è da vergognarsi – di Marco Chierici

Oggi non è importante che l’imputato del caso Ruby, assolto da giudici di Milano, sia di una o dell’altra parte politica, l’importante oggi è fare una seria valutazione di cosa sia la giustizia in Italia. Come si può definire il nostro Stato di diritto degno di un paese moderno, avanzato, occidentale, serio? Un giorno sei un mostro e poi un’altra corte dice che sei un bravo ragazzo. Se per quattro anni Berlusconi è stato mostrato al mondo come uno che sfruttava la prostituzione minorile, quegli accusatori che prove avevano? Le prove che lo condannarono al primo grado sono state considerate non valide nel secondo? 

Io non capisco come la dottoressa Boccassini possa rimanere al suo posto. Uno Stato serio la manderebbe in pensione senza reddito. Non c’è un processo che ci dimostra di poterci fidare dello Stato.

Alberto Stasi: prima colpevole, poi innocente, poi processo da rifare. Caso Yara: Bossetti colpevole in modo schiacciante e poi …puff, non se parla più. La Franzoni: colpevole di omicidio e dopo pochissimi anni se ne torna a casa. Michele Misseri: un ingarbuglio continuo di accuse e false notizie e versioni incomprensibili. Caso Parolisi: non si capisce più nulla dopo anni di prime tv. Amanda Knox: non ne parliamo della confusione che ha riempito per anni le trasmissioni tv. Renato Vallanzasca: 4 ergastoli e se ne andava al supermercato a rubare le mutande. Battisti: 4 ergastoli e nessuno lo va a prendere con una camionetta dell’esercito per portarlo nel nostro paese tenendolo per un orecchio a scontare le sue pendenze.

Ancora, stragi terroristiche: mai una volta che si sia arrivati fino in fondo con chiarezza. Strage di Bologna: ogni anno i politici di turno si prendono un mare di fischi in piazza alla commemorazione delle vittime.

Non parliamo degli storici casi più vecchi: da Sindona a Calvi, da Cagliari a Gardini, da Ustica alle ruberie del terremoto in Irpinia. Ci sono appositi siti sul web che elencano decine di casi di malagiustizia e ricordiamolo bene, a spese nostre e con i responsabili impuniti e ben retribuiti. Io vorrei vivere in uno Stato dove chi sbaglia paga, compresi i giudici, i magistrati, e tutti coloro che rovinano l’intera esistenza ad un cittadino per poi dire: mi sono sbagliato…

Sbagliato? No, tu ora paghi i danni, civili, penali, economici e se la cosa è grave vai anche in galera. Pensate solo al caso Tortora e tutti gli altri che hanno visto innocenti rimanere in prigione come se fossimo nel Sudafrica di Mandela. Per queste ragioni – e per molte altre che richiederebbero un centinaio di pagine – io mi vergogno del mio paese.