La Ferrari? È sempre prima – di Roberto Zanni

Niki Lauda con la Rossa ha vinto due mondiali, nel 1975 e 1977, ma non per questo giustifica la Ferrari, alle prese con l’ennesima stagione lontano dai primi. "La Ferrari – ha detto in una intervista al El Pais – ha fatto una macchina di merda e quello che succede è il solito casino all’italiana. Montezemolo ha così deciso di inserire Mattiacci al posto di Domenicali, ma nessuno crede che le cose cambieranno dalla notte al mattino. Alonso deve essere molto frustrato perché da alcuni anni guida una macchina che non funziona, però lo stipendio che prende dovrebbe alleviare la sofferenza…".

Durissimo il presidente non esecutivo della Mercedes davanti a un nuovo fallimento, in pista, della Rossa di Maranello. Ma se sui circuiti le cose continuano ad andare nel verso contrario, dal lato finanziario, non c’è nulla al mondo come la Ferrari. È ormai una tradizione: ogni anno Forbes, tra le proprie innumerevoli graduatorie, stila anche quella che riguarda i team, le società sportive, non importa quale sia la disciplina, quello che conta è la valutazione data dalla rivista finanziaria  statunitense.

Quest’anno al primo posto c’è il Real Madrid che ha raggiunto i 3,44 miliardi di dollari, una manciata in più degli eterni rivali del Barcellona che si sono fermati a quota 3,2, terzo il Manchester United con 2,81, mentre in borsa le azioni degli inglesi sono andate vicino alla valutazione più alta delle ultime 52 settimane. E se il calcio trionfa, anche in America, almeno per quello che riguarda i dollari, la prima società ‘made in USA’ dietro a quello che qui viene chiamato ‘soccer’ sono gli Yankees, il club di baseball di New York, il più famoso di tutti. Ma tornando alla Ferrari ecco che, dimenticata per un momento la pista, rimane la soddisfazione di essere il primo team italiano in graduatoria, tra l’altro anche l’unico, con il Milan, nella ‘Top 50’.

La casa di Maranello, la sola scuderia di Formula 1 in classifica, è stata infatti inserito al 22º posto con un valore di 1,2 miliardi di dollari, mentre il Milan, 50º, ha raggiunto gli 856 milioni. Si tratta in ogni caso di un successo visto che la ‘Forbes 2014’ ha visto la presenza di 41 club americani, e soltanto nove internazionali: oltre a due italiani ci sono stati tre inglesi, Manchester United, Manchester City e Arsenal, due spagnoli, appunto Real Madrid e Barça, uno tedesco e canadese, rispettivamente il Bayern Monaco e il Toronto Maple Leafs (hockey su ghiaccio). Un dominio assoluto degli americani, ma non per quello che riguarda le prime posizioni, che hanno ribadito come il calcio sia lo sport ‘number 1’, anche se deve fare a meno, a livello di grandi investimenti e assoluta popolarità, degli Stati Uniti, dove comunque sta crescendo, in maniera esponenziale pur mantenendosi ancora anni luce distante dal modello europeo.

Così il gap organizzativo, nello sport, tra Stati Uniti e Europa, evidente e tangibile si smarrisce quando ci sono le star del calcio, Real Madrid, Barcellona e Manchester United, anche se quest’ultimo, come proprietà è americano, appartiene alla famiglia Glazer (che possiede anche i Tampa Bay Buccaneers, football americano) il cui patriarca, Malcon Glazer, è deceduto un paio di mesi fa a 85 anni di età. Ma la leadership italiana firmata Ferrari conferma il continuo successo della Casa di Maranello che proprio negli Stati Uniti è stata protagonisti di una curiosa vicenda a Cleveland: la ‘The Collection Auto Group’, società concessionaria d’auto, ha infatti creato un video, che doveva rimanere segreto e che poi invece erroneamente è finito online.

Si tratta di un progetto per costruire uno showroom a Cleveland, a due passi dalla Quicken Loans Arena, dove, dalla fine di ottobre, tornerà a giocare LeBron James. Un edificio tutto in vetro di venti piani, con i primi due destinati alla Ferrari. "Il video – ha detto Bernie Moreno, presidente della ‘The Collection’ – è stato fatto per cercare di convincere la Ferrari a vendere a Cleveland. Ci hanno detto no, ma noi cercheremo di fare il possibile. La Ferrari ci ha risposto che non ha nessuna intenzione di aggiungere nuove concessionarie negli Stati Uniti, ma noi pensiamo che Cleveland potrebbe essere una ottima posizione".

Il progetto per il nuovo edificio, che sarebbe destinato a diventare uno dei più belli d’America, che al momento ha ricevuto il rifiuto dei dirigenti della Ferrari, ha il nome della casa italiana all’ingresso principale e ha avuto anche l’appoggio di tutta Cleveland, a cominciare dal sindaco Frank Jackson: "L’energia, l’attenzione la visione – ha detto riferendosi al nuovo progetto – si inserisce proprio in quello che stiamo facendo a Cleveland".