In occasione delle Politiche di febbraio gli italiani all’estero esprimeranno il proprio voto per corrispondenza, direttamente nei Paesi in cui sono residenti, così come hanno fatto nel 2006 e nel 2008. E proprio come le scorse volte, fin da ora cominciare ad arrivare denunce per quanto riguarda brogli elettorali o simili. Del resto, la legge che regola il voto oltre confine fa acqua da tutte le parti, ma nessuno ha avuto la forza o il coraggio, in Parlamento, di cambiarla.
Da Londra, dove vive da anni, si fa sentire in questa occasione Vincenzo Zaccarini, candidato alla Camera per la lista Monti nella ripartizione estera Europa: Zaccarini, in una nota, denuncia una non meglio precisata “trattativa segreta tra esponenti dei partiti e capibastone tesa all’acquisto di voti degli italiani all’estero”.
Secondo il candidato residente nel Regno Unito, questo tentativo consiste “nell’offrire ai capibastone una somma di denaro prestabilita per ogni pacchetto di voti acquisito”. Zaccarini ritiene questo un fatto di una “gravità assoluta” e “chiede un tempestivo e incisivo intervento da parte del Ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata e di quello dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, al fine di garantire la necessaria trasparenza nelle operazioni di voto degli Italiani all’estero”.
“Purtroppo la questione non è circoscritta a un singolo paese, arrivano segnalazioni analoghe da Francia, Germania e Svizzera. Per il buon nome Della comunità degli italiani all’estero e per evitare di portare in Parlamento soggetti indegni, Zaccarini rinnova l’appello alle Istituzioni Italiane perché vigilino sulla regolarità dell’acquisizione dei voti riguardanti i candidati in Europa”.





























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