Italiani all’estero, Zaia: a Marcinelle hanno lasciato la vita anche 5 giovani veneti

Luca Zaia, presidente del Veneto, alla vigilia dell’anniversario della tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto del 1956, in una nota dichiara: “Quella del Veneto e’ anche storia di lavoro, di intelligenze e di imprenditorialita’ che hanno dovuto cercare all’estero, soprattutto dopo l’unita’ d’Italia, un futuro migliore per se’ e per la terra d’origine. Marcinelle, simbolo del sacrificio dell’emigrazione italiana, conta tra le 262 vittime, delle quali 136 italiane, cinque giovani che provenivano dal trevigiano, dal bellunese e dal veronese e che hanno lasciato la loro vita e le loro speranze in Belgio".

L’emigrazione veneta ha preso le strade di tutto il mondo: dai paesi del Nord Europa agli Stati Uniti, dal Messico a tutto il Sud America, dall’Asia fino all’Australia. "Ovunque sia andata – ricorda Zaia – ha costituito comunita’ vitali, integrate nel Paese che li aveva accolti senza per questo dimenticare le proprie origini, che hanno contribuito in maniera positiva ed efficace al progresso e alla crescita di quelle terre".

"Il Veneto della nostra emigrazione e quello di oggi sono accomunati da una storica e salda cultura del lavoro, del rispetto e della voglia di impresa, che da noi si traduce nella regione dove si realizza la migliore integrazione con l’emigrazione che, dai Paesi meno fortunati di ogni continente, viene da noi alla ricerca di migliori condizioni di vita, di sicurezza, di occupazione e reddito". "Accoglienza non e’ miope tolleranza, ma integrazione fra comunita’ nel rispetto della storia e della cultura del territorio che riceve – conclude Zaia – per costruire un futuro di sviluppo assieme".