Italiani all’estero, quel buon senso che manca alla nostra classe dirigente – di Ricky Filosa

Qualche giorno fa su ItaliaChiamaItalia abbiamo dato grande spazio alla nostra inchiesta, firmata da Barbara Laurenzi, sui costi relativi alla rete consolare tricolore, ma anche ad una parte di quello che viene chiamato il Sistema Italia nel mondo. Beh, ciascuno di voi ha potuto verificare, analizzando i numeri, la grande quantità di sprechi che esistono oltre confine e la necessità di operare tagli nei settori meno efficienti razionalizzando i servizi, per destinare quelle stesse risorse a questioni più utili e a capitoli più importanti per la quotidianità degli italiani residenti all’estero.

Già nelle prossime ore, il nostro quotidiano online inizierà a sentire alcuni eletti all’estero proprio a proposito della nostra inchiesta sugli sprechi dell’Italia oltre i confini nazionali in ambito diplomatico, e non solo; è giusto, riteniamo, dare la parola a chi in Parlamento rappresenta – non sempre in modo efficace, a dirla tutta – i connazionali che vivono oltre i confini dello Stivale. E’ giusto sentire cosa hanno da dire al riguardo deputati e senatori eletti all’estero, perché ad occuparsi di queste cose sono o dovrebbero essere loro. Noi li sproniamo a farlo: è opportuno che un ambasciatore guadagni persino più di un parlamentare o, addirittura, in certi casi, di un capo di Stato o di Governo? E’ giusto chiudere i consolati e mantenere stipendi d’oro per il personale diplomatico? E’ corretto fare arrivare dall’Italia impiegati da impegnare in sedi diplomatiche estere, pagandoli quattro volte il loro normale stipendio? Non sarebbe più opportuno ed economico mettere a contratto personale locale? Tutte domande retoriche, in realtà, per rispondere alle quali nella maniera auspicata, basterebbe solo un po’ di buon senso. Eppure, è proprio quel buon senso che vediamo mancare in questa nostra classe dirigente megalomane e spendacciona.

Twitter @rickyfilosa