Italiani all’estero, con De Blasio New York torna a parlare italiano? – di Roberto Zanni

Fiorello la Guardia era Repubblicano ed era alto appena 158 centimetri. È stato il più grande sindaco non solo di New York ma uno dei primi tre, quattro di tutta la storia degli Stati Uniti. Un italo-americano, non l’ultimo che ha avuto New York perchè dopo La Guardia ci sono stati Vincent Impellitteri e poi Rudolph Giuliani. Adesso però che sta per finire l’era Michale Bloomberg, un altro italoamericano è pronto a sedersi sulla prima poltrona della città simbolo degli States. Si chiama Bill de Blasio e a differenza del grande e unico predecessore degli anni Quaranta, Fiorello la Guardia, è Democratico e sembra un giocatore di basket dall’alto dei suoi 194 centimetri, però, anche se ancora deve prendere quella poltrona c’è chi ha già cominciato a paragonare de Blasio a La Guardia. Anche se solo oggi ci saranno le Primarie e, nel caso in cui de Blasio, che è davanti in tutti i sondaggi, non dovesse raggiungere la fatidica quota del 40%, dovrebbe affrontare l’1 ottobre il ballottaggio, con il secondo arrivato. Poi superato il primo o entrambi gli scogli si arriverà al 5 novembre quando Democratici e Repubblicani si scontreranno. Ma per una città dove il partito Democratico ha la stragrande  maggioranza, anche se, vedi Giuliani e il Bloomberg prima maniera (poi si è trasformato in indipendente), ha avuto anche in un recentissimo passato sindaci Repubblicani, questa volta la vera battaglia dicono gli esperti sono le Primarie. Una volta superato questo scoglio il democratico che ne uscirà vincitore sarà anche il nuovo sindaco di New York. E gli ultimi sondaggi dei Democratici davano Bill de Blasio davanti a tutti gli altri candidati con il 36% dei voti, giusto appena sotto la barriera del 40% necessario per conquistarsi la nomination senza un altro ballottaggio, con il secondo. Alle sue spalle con il 20% ciascuno ci sono la City Council Speaker Christine Quinn e l’ex Controller Bill Thompson, una dura battaglia per la piazza d’onore, questo secondo gli exit-poll di Wall Street Journal-NBC-Marist.

Il sondaggio, che si è svolto tra martedì e venerdì della scorsa settimana, ha visto de Blasio, che è bianco, davanti anche per quello che riguarda gli elettori Afro-Americani con il 39% contro il 25% di Thompson che è nero. Ma de Blasio guida tutte le graduatorie, dalle donne, ai bianchi, ai latini, agli ebrei e ai cattolici oltre a essere in testa anche in tutti i borough, i quartieri di New York City. In fondo alla graduatoria c’è l’uomo degli scandali del sesso, Anthony Weiner, che ha il 7% seguito da Controller John Liu che raggiunge il 5%. Gli indecisi sono solo l’8%, mentre c’è un 13% che ha dichiarato di poter cambiare la propria idea al momento di dover fare la scelta. C’è poi da aggiungere anche che il manifesto elettorale di de Blasio con il figlio Dante, che ha una bella capigliatura afro (la moglie del candidato democratico è afro-americana) per gli intervistati ha aiutato il successo, per ora potenziale, del nuovo italoamericano. Chi poi ha guardato la pubblicità elettorale in tivù, non ha avuto dubbio nel scegliere de Blasio per quello che riguarda gli spot migliori, una maggioranza schiacciante che ha raggiunto il 51%, mentre un 20% è andato a Thompson e il 16% alla Quinn, che, all’inizio della corsa partiva con il ruolo di favorita. Da parte Repubblicana invece a contendersi il primo posto ci sono Joe Lhota, ex capo del trasporto pubblico della città e il miliardario John Catsimatidis.

Ma chi è Bill de Blasio? 52 anni, il vero nome è Warren Wilhelm, ma in famiglia è stato sempre chiamato Bill e poi lui ha cambiato, legalmente, il proprio cognome in de Blasio, prendendo quello della madre di chiara origine italiana. "Mio padre – ha raccontato – era un ufficiale dell’esercito nel Pacifico, ha combattuto anche a Okinawa. Quando è tornato dalla guerra era molto provato, è diventato un alcolizzato e con mia madre si è separato presto. Io sono cresciuto con la famiglia di mia madre cominciando a usare il suo cognome nel mio diploma, assumendolo legalmente quando ho finito l’università, rendendomi conto che era la cosa giusta da fare". La carriera politica de Blasio l’ha cominciata come consigliere nel 39º distretto, che comprende sette quartieri di Brooklyn. Era il 2001. Ora la grande chance.