Italiani all’estero, Carozza (CGIE): rafforzare legame fra italiani nel mondo e Italia

"Si rafforzi il legame di solidarietà tra l’Italia e la sua diaspora". Si può sintetizzare così l’intervento del segretario generale del Cgie, Elio Carozza, oggi al Senato nel corso dell’incontro tra le Commissioni Affari esteri e Costituzionali, il comitato per le questioni degli italiani all’estero e il CGIE, che si riunisce da domani in assemblea plenaria alla Farnesina.

Carrozza, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza "di sostenere le Comunità italiane nel mondo quali promotori della crescita del nostro Paese all’estero valorizzando il loro ruolo di tramite con i Paesi che li hanno accolti". Carozza ha chiesto ai rappresentanti del parlamento riuniti nella sala Koch di Palazzo Madama se "tra le volontà di questa maggioranza ci sia quella di sostenere il settore". E chiede: "Se sì, perchè non appaiono nel programma di governo riferimenti chiari su possibili sinergie con gli italiani residenti fuori e l’Italia?".

Il segretario del Cgie ha poi sottolineato che "la lingua e la cultura italiana sono i veicoli principali per la promozione di un Paese fuori dai suoi confini". "Allora – dice Carrozza – perchè le risorse stanziate a questa voce sono state decurtate negli ultimi anni del 70%?". Domanda retorica che Elio Carrozza supporta sottolineando che "proprio nel 2014 sono stati annunciati gli Stati Generali e le risorse non sono cresciute".

Il rappresentante del Cgie, parlando della possibilità di chiusura di alcuni Istituti di Cultura Italiani all’estero annunciata dal Mae e le dichiarazioni della politica, dice: "Una chiara sindrome di schizofrenia tra gli annunci e l’operato". Il segretario generale del Cgie offre infine la disponibilità dell’Organismo che rappresenta a "voler fare la sua parte. In collaborazione con le Regioni, il ministero dell’Istruzione e il ministero degli Esteri per aprire un cantiere che lavori sulla riforma del settore per la lingua e cultura nel mondo già in questa legislatura affinchè – dice – questa sia la legislatura della riforma".