Italiani all’estero, Carozza (CGIE): ‘finalmente le elezioni dei Comites’. E a Di Biagio (Pi): ‘nessun rinvio’

Lunedì e martedì si è riunito alla Farnesina il Comitato di presidenza del CGIE. Sul tavolo, naturalmente, le elezioni dei Comites, ma non solo. "Finalmente si vota, sono contento", ha detto entusiasta il segretario generale del CGIE, Elio Carozza. "Dobbiamo andare a votare. Non si può ritardare il voto".

“Le elezioni si faranno, anche grazie alla forte determinazione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e al governo che ha fatto di tutto perché si riuscisse a rispettare la data stabilita, il 2014”. Le elezioni dei Comites si terranno infatti il 19 dicembre.

Carozza pensa già al nuovo CGIE: “Mi auguro che questo organismo rimanga valido e soprattutto mi auguro un forte ricambio generazionale". Del resto in tempo di crisi e di spending review "è già un miracolo non essere spariti".

Tornando ai Comites, e alle nuove norme del voto, “ora è tempo di informare, i tempi sono stretti, bisognava iniziare a informare le nostre comunità già qualche mese fa".  Carozza ammette che "non sarà facile" ma spiega che "ministero, associazioni, Comites e sindacati in loco stanno facendo un grande lavoro, uno sforzo". "Il ministro invierà 2milioni e 800mila lettere ad altrettanti capofamiglia che verranno informati sulle modalità delle elezioni" assicura il segretario che è convinto "che si farà di tutto perché il maggior numero di connazionali si iscrivano nelle liste elettorali" per avere così, la possibilità di votare.

"Se c’è qualcuno che è felice per queste elezioni siamo noi del Cgie, che da 10 anni sosteniamo i Comites, difendendone il ruolo" sottolinea con fermezza dalla Farnesina. "Se la legge non verrà convertita, così come è stata votata alla Camera ci si può iscrivere fino al 19 novembre. I tempi sono strettissimi e ora occorre informare i cittadini iscritti all’Aire – ricorda Carozza – questo punto resta, infatti, una criticità e per questo motivo non ci aspettiamo un alto livello di partecipazione. Tuttavia nessuna percentuale potrà essere presa a pretesto" per dire addio agli organismi di rappresentanza.

"Meglio 10 Comites in più che 10 Comites in meno" aggiunge infine il segretario generale del Cgie a proposito del fatto che sono stati creati nuovi Comites ( in tutto 14) mentre ne sono stati chiusi 28. "Se tutto va bene – si augura Carozza – ovvero se vengono rispettati i tempi delle procedure, le assemblee-paese potrebbero tenersi in aprile e, quindi, se le nomine governative arriveranno in tempo si potrebbe avere il nuovo Cgie a maggio". Buoni propositi insomma, è un unico grande intento: "Non si abbassi l’attenzione sugli italiani all’estero". 

Si è parlato anche di nuovi strumenti informatici del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. "E’ on line il nuovo sito www.sitocgie.com, mentre tra qualche giorno sarà possibile scaricare l’applicazione ‘Cgie’", ha spiegato Carozza. "Il sito con le sue informazioni si rivelerà uno strumento valido specie in occasione delle prossime elezioni dei Comites".

L’INCONTRO AL SENATO Carozza si è dunque recato a Palazzo Madama, per l’incontro informale che il Consiglio Generale per gli italiani all’estero ha avuto con il Comitato per le questioni degli italiani all’estero in Senato, presieduto dal senatore Pd, Claudio Micheloni.

Ai senatori della Repubblica "abbiamo riaffermato l’attualità e l’urgenza del rinnovo dei Comites e del Cgie" in un momento in cui "il Parlamento deve ancora convertire il decreto e deve andare veloce, perché senza conversione siamo bloccati e i tempi sono stretti. Vedo tra i senatori molta aspetti di criticità, ma penso che alla fine approveranno il decreto perché inserito in un decreto molto importante come quello sulle missioni internazionali".

Il rinnovo dei Comites è fissato per legge entro il 2014, ma durante il colloquio è emersa la volontà da parte dei senatori eletti all’estero di chiedere un rinvio al primo semestre del 2015 per consentire di avere maggior tempo per la compilazione delle liste elettorali e provvedere a una adeguata opera di informazione degli elettori circa le nuove modalità di voto. "Andare al voto in questo modo sarebbe poco credibile", ha detto il senatore di Pi Aldo Di Biagio all’uscita a Carozza, che ha risposto che "un rinvio di sei mesi non sarebbe comunque sufficiente".

Di Biagio, al termine dell’incontro del CGIE con il Comitato per le questioni degli italiani all’estero in Senato, ha detto: “Siamo consapevoli che il voto su Comites e CGIE è un atto di giustizia necessario verso le rappresentanze italiane all’estero. Non ci troviamo sul metodo. Nel decreto missioni che arriva è stato inserito un articolo relativo al rinnovo dei Comites: lo consideriamo un risultato di Pirro, specialmente con il voto entro dicembre. Abbiamo proposto di veder riconosciuto il nostro suggerimento di un ordine del giorno condiviso" per posticipare il voto alla prima metà del 2015.

Anche secondo il senatore Pd eletto all’estero Francesco Giacobbe ci voleva più tempo: "Le elezioni sono assolutamente ben viste da noi senatori, è già una notizia eccezionale che ci siano, ma ci sarebbe voluto più tempo per informare adeguatamente i cittadini dal momento che stiamo cambiando le regole".