Italia, dove l’innovazione è vietata – di Antonio Gabriele Fucilone

In Italia l’innovazione è vietata! Prendiamo, ad esempio, la questione dello Statuto dei Lavoratori e dell’articolo 18. Se qualcuno osa toccarlo, i sindacati e la sinistra si mettono sul piede di guerra. Ora, il mercato del lavoro va rivisto: così com’è, blocca le assunzioni poiché ci sono tanti cavilli che non permettono, per esempio, nemmeno di licenziare una persona per giusta causa. Oltre a ciò, l’eccessiva pressione fiscale elevata sul lavoro pesa. Noi abbiamo un sistema vecchio e bloccato in ogni settore. La nostra concezione dell’azienda è rimasta a quella dell’uso delle mani e delle braccia, quando in tutto il mondo si usa anche la tecnologia.

Questo è un paradosso poiché noi italiani siamo primi in fatto di creatività e di inventiva, ma siamo rimasti a quella concezione secondo cui il lavoro va fatto con braccia e mani e non con la tecnologia. Questo non permette alle nostre aziende (molte delle quali sono piccole) di crescere e di assumere. Si cerca per lo più manodopera non specializzata.

Questo ha tre effetti negativi: sfavorire i giovani diplomati e laureati; favorire gli immigrati, a scapito dei giovani italiani; fare sì che sempre meno giovani si diplomino o si laureino, proprio perché i giovani diplomati e laureati sono sfavoriti. Quindi, non è solo una questione di statuti e di tasse ma anche di mentalità.

Noi italiani siamo creativi e quando riusciamo a tradurre in tecnologia la nostra creatività facciamo bella figura. E’ il caso delle infrastrutture. Nel 2002, si è riusciti a mettere a punto una tecnologia che permette di allargare le gallerie stradali senza chiuderle al traffico. Questa tecnologia è stata usata per ampliare la galleria di Nazzano, un tunnel posto sull’Autostrada A1 Milano-Napoli vicino a Roma, e la si sta usando per allargare la galleria di Montedomini, un tunnel dell’Autostrada A14 Bologna-Taranto che si trova vicino ad Ancona. Questo è un esempio di ingegno. Eppure, se qualcuno osa costruire un ponte, fare una strada o scavare una galleria, ecco che arrivano certi comitati di paese pronti a fare bloccare i lavori. Spesso, dietro a questi comitati ci sono interessi particolari di alcuni. In queste condizioni, come si fa ad andare avanti?